zancaOggi seduta in consiglio comunale Il segretario comunale del Pd chiede al sindaco Buzzanca e al presidente Ricevuto di dare seguito alla proposta di istituzione del patto già approvata all’unanimità in consiglio comunale e provinciale Racket e usura: due piaghe che interessano da vicino la città dello Stretto e di cui oggi si discuterà nel corso della seduta del consiglio comunale. All’ordine del giorno, infatti, come stabilito nella conferenza dei capigruppo, il problema delle estersioni. Un ostacolo che riguarda da vicino l’attività imprenditoriale messinese, e che ha avuto un nuovo “exploit” con la bomba fatta esplodere al quinto piano di un edificio di viale Giostra, dove abitano gli imprenditori Giuseppe e Alessandro Rizzo, padre e figlio. In attesa di capire cosa potrà venire fuori dall’odierna seduta consiliare, sull’argomento torna il segretario comunalde del Pd Giuseppe Grioli: quest’ultimo, ha direttamente interessato il presidente della Provincia Ricevuto e il sindaco Buzzanca, proponendo, sia in consiglio provinciale che comunale, l’isituzione di un patto anti-racket, ed ottenendo unanimi consensi. Il fenomeno del racket, sostiene infatti Grioli, rappresenta un vero e proprio freno alla sviluppo economico della città e soprattutto costituisce una sfida che le organizzazioni criminali perpetuano ai danni dello Stato. “L’ordine del giorno discusso al Comune e la presentazione di una mozione alla Provincia, entrambi relativi alla creazione del Patto, sono stati approvati all’unanimità ma fatto questo non si è più avuto alcuno riscontro concreto, se non espressioni di solidarietà. L’accordo si sostanzierebbe in una sorta di protocollo d’intesa – spiega Grioli – tra Enti Locali, Associazione dei Costruttori, imprenditori, Forze dell’Ordine con il quale ciascuno si impegna a scambiarsi informazioni prima di avviare un’operazione economica. Per prevenire e proteggere gli operatori che operano in zone più’ a rischio le forze dell’ordine assicurano quella protezione discreta che serve a tutelare i cantieri ed evitare il contatto con la criminalita.” Un esperimento che trova come procedente il modello di Napoli, dove nei locali delle attività che hanno aderito al Patto è stato affisso un cartello con su scritto: “Questo cantiere ha aderito al Patto Antiracket”. Grioli aggiunge: “Il Comune in particolare puo’ da subito impegnarsi nei cottimi fiduciari o comunque negli affidamenti che non prevedono gara, a privilegiare le imprese che aderiscono al patto o che comunque hanno debunciato gli estorsori. In questo caso la diecrezionalita’ di cui gode l’ente in taluni casi viene utilizzata per dimostrare che gli imprenditori che scelgono la legalita’ possono anche beneficiare di tale scelta”.

Tempostretto.it – Elena De Pasquale

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