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MessinaSud.com riceve e pubblica – Non è il momento delle polemiche, ne quello della dialettica politica maggioranza opposizione. Le colline della nostra città stanno manifestando segni di grave fragilità le cui cause sono state analizzate ormai troppe volte da numerosi esperti. Poiché questa è la realtà e rispetto a questa dobbiamo confrontarci dobbiamo individuare soluzioni rapide per garantire l’incolumità dei cittadini che risiedono nei villaggi a rischio poiché è impensabile evacuarli tutti. Quanto accaduto il I marzo a Cumia, inferiore e superiore, a Camaro Superiore, Minissale; Mili San Marco e Mili San Pietro, Tremestieri, a Zafferia, Santa Margherita, Briga, Ponte Schiavo, S. Placido, Pezzolo e San Filippo dimostra che gli effetti potevano essere molto inferiori se vi fossero stati adeguati interventi di manutenzione straordinaria degli alvei, la rimozione delle vegetazioni e dei tappi che la piena ha trasportato da monte a valle creando esondazioni. E’ ormai risaputa la frammentazione della competenze in materia di corsi d’acqua e tale considerazione lo scrivente l’ha ulteriormente appurata quando a seguito dell’alluvione del I ottobre ha inviato nota al presidente della Provincia Regionale di Messina ed all’Ing. Capo del Genio Civile di Messi con la quale si chiedeva una conferenza dei servizi da convocarsi insieme al Comune di Messina al fine di individuare competenze e programmi operativi di intervento per liberare gli alvei dei torrenti ed evitare altri danni e pericolo alla pubblica incolumità. La provincia ha dato seguito a tale richiesta dalla quale però non è emersa una concreta disponibilità degli enti coinvolti ad intervenire tempestivamente. Da un approfondimento della complessa normativa emergono ancora distinzioni tra competenze dello stato, della Regione e degli Enti locali che di fatto paralizzano una programmazione concreta, per cui tutti sono competenti nessuno interviene. Un riferimento normativo chiaro si può ricavare però dagli articoli 146 e 147 del Regolamento di attuazione del Decreto Presidente della Regione 554/99, nei quali si dispone nel caso di opere idrauliche danneggiate da eventi naturali calamitosi l’Ufficio del Genio Civile richiede all’Assessorato Regionale LL.PP. apposita autorizzazione per l’esecuzione di interventi di urgenza e somma urgenza. Oggi è quello che occorre, garantire ai villaggi a rischio un tempestivo intervento finalizzato alla rimozione dell’immane quantità di detriti giacenti nelle parti alte delle aste torrentizie soprattutto a monte dei centri abitati e la realizzazione di quelle opere idrauliche che garantiscano le intersezioni della viabilità con gli alvei. Questo deve avvenire con urgenza con l’applicazione delle norme sopra menzionate. Abbiamo visto nei giorni scorsi come i danni più gravi si sono verificati nei pressi di ponti e briglie di collegamento dei torrenti. Il I ottobre 2009 abbiamo avuto l’epilogo drammatico di quanto la natura aveva annunciato nel 2007, oggi forse è arrivato il momento in cui le istituzioni collaborino di più. Se finalmente si riuscirà in questa città a mettere in moto una sinergia virtuosa tra istituzioni affronteremo immediatamente l’emergenza, nel contempo bisogna predisporre un disegno di legge regionale per individuare competenze nette per gli interventi sui torrenti che ad oggi appaiono confuse e frammentate e nelle more della procedimento legislativo che richiede comunque del tempo occorre subito trovare risorse da destinare nei capitoli 672010 e 67 2075 del dipartimento regionale lavori pubblici relativi ad attività manutentive relative ai corsi d’acqua di competenza del demanio regionale. Se si vuole si può fare anzi oggi si deve fare senza perdere altro tempo perchè i messinesi non tollereranno più ritardi, conflitti, gelosie e strali tra attori politici.

Il Segretario Comunale del PD  – Giuseppe Grioli

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