La nota integrale a firma di Giuseppe Grioli (Segretario Cittadino Pd) e Felice Calbrò (Capogruppo Pd al comune) – Il Partito Democratico ritiene che la ricetta presentata dal Commissario Straordinario del Comune di Messina, a titolo di misure correttive, sia in parte inattuabile – molte misure, infatti, a nostro giudizio, non sono in linea con la normativa vigente – ed in parte poco efficace – ovvero altre misure prospettate, seppur confacenti, produrrebbero effetti solo a medio e lungo termine.

Oggi, invece, dobbiamo avere chiari gli obiettivi da raggiungere, i tempi ed i modi attraverso i quali realizzarli.

Se vogliamo evitare il dissesto – volontà che dovrebbe, in maniera determinata ed energica, albergare in ognuno di noi – è certo che occorre approvare la delibera per accedere alle misure del d.l. 174 da poco convertito in legge, ed una volta deliberata l’adesione alle misure della nuova legge è necessario esitare il bilancio di previsione 2012. Senza questi due passaggi fondamentali tutte le ricette più o meno realizzabili verranno spazzate via dalla dichiarazione di dissesto che determinerà effetti disastrosi per una città che è già in agonia.

Non possiamo più perdere tempo. Ieri Catania ha approvato la delibera di adesione al decreto salva comuni e approvato il bilancio 2012, a Reggio Calabria si fa fronte comune per fare lo stesso. Vogliamo pensare che il Comune di Messina sia in condizioni peggiori del Comune di Catania che solo alcuni anni fa stimava più di un miliardo di debiti ? Ci meritiamo ancora una volta di essere considerati i peggiori? Non è così. Abbiamo contrastato in tutti i modi l’amministrazione Buzzanca ed oggi ancora una volta diciamo che quell’esperienza è stata fallimentare perché la macchina amministrativa fuori controllo così come il sistema dei servizi delle società partecipate non hanno avuto una guida e non sono stati oggetto di riforma così come avevamo chiesto noi e le forze sociali.

Oggi c’è in gioco la tenuta sociale ed economica della città e dobbiamo serrare le fila. Non c’è più tempo. Il Commissario deve dirci se intende esitare la delibera per aderire al decreto “salva comuni” e contestualmente presentare il bilancio previsionale 2012 di un ragioniere generale in consiglio comunale. Senza questi passaggi da realizzare entro dieci giorni non ha senso discutere di misure correttive che sulla scorta delle considerazioni sopra esposte sono in parte irrealizzabili nelle forme in cui sono state prospettate. Ove il commissario non intendesse porre in essere per quanto di sua competenza i provvedimenti sopra riportati sarebbe evidente la sua scelta di non impedire il dissesto.

Per quanto riguarda il documento presentato dal Commissario, che dire? Proposte quali la vendita di immobili con provvigioni per gli agenti immobiliari, l’utilizzazione di società di recupero crediti per la tarsu 2012, o per i proventi delle violazioni del codice della strada, la sostituzione del Comune nel recupero dei crediti all’Amam, la vendita degli immobili dell’edilizia residenziale pubblica appaiono tutte iniziative, così come formulate, non conformi alla normativa vigente. Né convince il breve cenno al dipartimento edilizia, che attualmente vive una fase di stallo totale realizzandosi così ed aggravandosi proprio in questa fase un ulteriore elemento di criticità. In ogni caso molte di queste iniziative ammesso che ci sbagliamo sulla conformità, non sono attuabili nei tempi di un Commissariamento che si spera breve nella speranza che venga ridata la parola ai cittadini.

La dicotomia tra i numeri certificati dal Ragioniere generale e controfirmati dal collegio dei revisori e quelli indicati dagli esperti del commissario hanno ingenerato troppa confusione. Dobbiamo distinguere i debiti certificati sui quali è necessario trovare coperture immediate, da debiti che anche ove esistenti non sono certi nella quantificazione e da debiti che addirittura potrebbero poi non risultare tali. In tali ultimi due casi si deve procedere ad una quantificazione, anche solo prudenziale al fine di predisporre una programmazione pluriennale che ci consenta di riportare il comune di Messina agli standard di un comune virtuoso (attraverso il piano di riequilibrio previsto per accedere al fondo di rotazione della legge salva comuni). Tutto questo, però è già previsto dal decreto salva Comuni, così come talune altre cose affrontate dal Commissario.

Bisogna rivoluzionare il sistema burocratico di Palazzo Zanca e rivoluzionare il sistema delle partecipate. Finora tutto ha funzionato al contrario di come dovrebbe funzionare. Le società partecipate hanno offerto servizi ai cittadini senza alcun contratto di servizio con il Comune. Messinambiente e Atm svolgono rispettivamente il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e trasporto pubblico locale senza avere un rapporto disciplinato da convenzione che stabilisca quanto deve costare il servizio e quale standard qualitativo il servizio deve assicurare. Il sistema finora è stato esattamente all’opposto: le società erogano un servizio ed il Comune paga secondo quanto la società spende. E se la società riceve dal Comune meno di quanto spende (nel caso dei rifiuti le risorse li riceve dall’ATO la quale riceve a sua volta risorse dal Comune) si maturano debiti che il comune deve sempre pagare.

Per fare tutto questo dobbiamo scongiurare il dissesto e i passi da compiere sono chiari. Entro dieci giorni vanno esitate le due delibere (adesione al decreto salva comuni e bilancio previsionale 2012. Il piano di riequilibrio che occorre presentare per aderire al decreto salva comuni non è altro che un piano di rientro dai debiti su cui la Corte dei Conti avrà un ruolo di controllo. Le misure correttive partono da questo importante passaggio. Non dimentichiamo che ove vi fosse una nuova ordinanza della Corte dei Conti verrebbe meno la possibilità di aderire alle misure del decreto salva comuni quindi saremmo al dissesto in controtendenza a tutte le città d’Italia. Ecco perché occorre fare in fretta e dimostrare alla Corte dei Conti che abbiamo la possibilità di adottare le misure correttive richiestee. Adesso spetta al Commissario darci una risposta. Il PD farà la propria parte così come assicurato sin dall’inizio. La città prima di tutto, poi viene il resto.

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