buzzanca lonia 10 A “Racconti di vita” le testimonianze di Nino Lonia e dei cognati Patrizia e Placido Scionti: «Le Istituzioni ci hanno abbandonato, il premier forse pensa che l’Italia finisca a Roma». In serata contestazione al sindaco durante il concerto “Ricominciamo insieme” Il livello di sopportazione sta per essere raggiunto. Lo si avverte chiaramente passeggiando tra i vicoli silenziosi di Giampilieri, lo si tocca con mano facendo visita agli sfollati che ancora in massa vivono negli alberghi cittadini. La gente ha paura: paura di tornare a casa pur essendo la montagna nelle stesse condizioni in cui l’avevano lasciata; paura di essere abbandonata dalle istituzioni, in primis dallo Stato. Finora tutti hanno aspettato, dando piena fiducia al sindaco Giuseppe Buzzanca prima ancora che al presidente della Regione Raffaele Lombardo: il senso di responsabilità ha fatto sì che venisse messa da parte la rabbia per far posto allo spirito di collaborazione nei confronti di chi si è ritrovato a dover gestire un’emergenza di proporzioni immani, soprattutto perché improvvisa. Ma adesso lo spirito di collaborazione inizia a trasformarsi in maniera sempre più repentina in senso di insofferenza. Accendendo le tv, si nota che le reti nazionali hanno dimenticato Messina, fatta eccezione per la “perla” di ieri, quando poco prima delle 13 è andata in onda su Raitre la puntata di “Racconti di vita” dedicata all’alluvione, con un titolo eloquente: “La strage annunciata”. Ma è stata una goccia in un mare di indifferenza. Da Roma non si sentono nemmeno i sussurri di un minimo interesse per quanto accaduto qui il 1 ottobre scorso: la telefonata del “convalescente” premier Silvio Berlusconi la notte di Natale ha portato sì un po’ di speranza e una nuova inevitabile promessa. Ma di promesse se ne sono sentite fin troppe, compresa quella che voleva per imminente lo stanziamenti di 400 milioni di euro da parte del Governo all’indomani della bocciatura in Senato dall’emendamento che ne destinava di 100, ma “cash”, a Messina e dintorni. «Delle promesse di Berlusconi non abbiamo visto nulla finora»ha detto ieri a Raitre Placido Scionti, cognato di Nino Lonia, che nella tragedia ha perso la moglie e i due figlioletti di due e sei anni, entrambi ospiti di “Racconti di vita”. «Non so quando riusciremo a vedere i primi frutti – ha aggiunto – Quando deve cercare voti in Sicilia viene con piacere, quando si tratta di dare risposte vere non si fa vedere. Forse crede che l’Italia finisca a Roma. A L’Aquila è andato oltre trenta volte, qui non si vede dal giorno dei funerali». Anche Nino Lonia, la cui testimonianza è stata struggente, dopo aver sottolineato che «all’hotel Europa ho trovato una seconda famiglia grazie ai volontari e anche al sindaco Buzzanca che ci sta sostenendo», ha aggiunto: «le Istituzioni ci hanno abbandonato. Nessuno ci dice cosa sta succedendo e come sarà il nostro futuro. L’Italia si è dimenticata di noi». Nella serata di ieri è poi arrivato un altro campanello d’allarme: durante il concerto benefico “Ricominciamo insieme”, concerto benefico organizzato dall’associazione “Messina Giovane” e che ha visto salire sul palco Matteo Amantia, Tony Canto con gli Arancia Sonora, Mannarino, Tinturia e Mario Venuti, il sindaco Buzzanca è stato duramente contestato con una sonora bordata di fischi. Il primo cittadino ha incassato il colpo ma poi ha continuato a parlare: «Non servono le contestazioni, abbiamo bisogno di camminare insieme. Se i fatti non arriveranno, io combatterò con voi». Questa promessa Buzzanca l’aveva già fatta, ma tra le quattro mura di una stanza della scuola di Giampilieri e lontano dai riflettori, proprio la notte di Natale, quando insieme a Lombardo si è confrontato a quattr’occhi con alcuni rappresentanti dei comitati degli alluvionati. In quella occasione gli abitanti di Giampilieri sono stati chiari: il tempo dell’attesa sta per finire, presto arriverà quello della protesta. Tanto il sindaco quanto il governatore della Regione Sicilia hanno garantito che se non arriveranno risposte da Roma saranno i primi a scendere in piazza. Un’altra promessa.

(Nella foto di Dino Sturiale: il sindaco Buzzanca con Nino Lonia)

Tempostretto.it – Sebastiano Caspanello

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