Confesercenti lancia l’allarme sull’ulteriore crollo dei consumi anche in questo fine anno. Le indagini, svolte in collaborazione con SWG, danno un risultato non positivo nonostante gli impegni e la disponibilità delle PMI al contenimento dei prezzi . Giù commercio, informazione, alloggio e ristorazione.

Nel terzo trimestre del 2012, rivela l’Istat, l’indice aggregato del fatturato dei servizi ha registrato una diminuzione tendenziale del 5,6%. Tra i vari settori, registra un incremento tendenziale solo il comparto trasporto e magazzinaggio, a +1,5%. Variazioni tendenziali negative si registrano per tutti gli altri comparti: commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli e commercio all’ingrosso (-8,1%); servizi di informazione e comunicazione (-4,4%) e servizi di alloggio e di ristorazione (-2,5%). Nel terzo trimestre del 2012 gli indici destagionalizzati del fatturato segnano una variazione congiunturale positiva per il settore del trasporto marittimo (+5,5%), per il trasporto aereo (+3,6%) e per il commercio all’ingrosso (+0,2%). Variazioni negative si registrano, invece, per i servizi postali e attività di corriere (-3,1%) e per i servizi di informazione e comunicazione (-1,6%). Nel settore della manutenzione e riparazione di autoveicoli la variazione è nulla.

SPESE di NATALE il sondaggio CONFESERCENTI SWG:

Sette italiani su dieci cercheranno di risparmiare, condizionati dall’incertezza del futuro e dal fardello di tasse tariffe.

Le spese natalizie, quest’anno, saranno influenzate soprattutto dal sentimento di insicurezza che si è diffuso tra gli italiani a causa di una crisi apparentemente senza fine.

– I consumi subiranno un calo del 3% rispetto al 2011 conseguenza anche delle tredicesime destinate a far fronte ai mutui, pagare i debiti e ripristinare il risparmio eroso dalla crisi. Ma sono sempre di meno coloro che la percepiscono. (circa 2 miliardi).

– Non si può dimenticare che, sempre secondo il sondaggio Confesercenti-Swg, dal 2010 al 2012 sale di 8 punti il numero di coloro che arrivano con il proprio reddito solo alla terza settimana del mese (dal 20% al 28%); crescono invece di 5 punti coloro che arrancano fino alle seconda (dall’8% al 13%), mentre cala vistosamente la percentuale di coloro che ce la fanno fino alla fine del mese (dal 72% al 59%).

Da parte degli italiani per il 2013 la richiesta più diffusa (31%) è quella del lavoro, seguita subito dopo da ‘meno tasse’ (23%) al pari della ‘riduzione dei costi della politica’.

 

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