GUARDAVALLE (CZ) – Comunicato stampa del Partito di Rifondazione Comunista di Guardavalle. Di seguito il tesyo integrale: <<Quanto accaduto e detto nell’ultimo Consiglio comunale purtroppo, e ripeto purtroppo, sancisce e rende chiara anche per chi fino ad oggi si ostina ad affermare il contrario, che Guardavalle è vittima di un sistema perverso che si basa su ambizioni e battaglie personali, senza nessun organico obiettivo Politico. Uso la P maiuscola per il termine Politico/a perché ci tengo a differenziarlo dall’abusato termine “politica” che solitamente si usa per indicare ciò che viene fatto a Guardavalle, così come nell’ultimo Consiglio comunale, che nulla ha a che fare con la vera Politica, cioè l’amministrare la comunità nei suoi rapporti e nelle sue esigenze collettive.

 Piena solidarietà al Sindaco perché posso immaginare le contraddizioni che ha dovuto vivere sia all’interno della sua coalizione, messa su appunto soltanto per vincere le elezione, e sia all’interno del Consiglio comunale tutto, dove la minoranza, che ha governato fino allo scorso anno questo comune, sembra venire dal nulla, negando in modo sfacciato le sue responsabilità sulla grave situazione finanziaria, strutturale e sociale in cui versa il nostro paese.

 Non è polemica, occorre essere obiettivi e avere il coraggio di dire come stanno le cose, altrimenti non si può sperare di voltare pagina. L’ex sindaco continua ad insistere sui svariati milioni di euro spesi a Guardavalle. E il problema sta proprio lì. A partire dalla convenzione con la società per l’accertamento dei tributi, il cui compenso si basava sull’accertato e non sul riscosso, follia pura, che è costato a noi cittadini diverse centinaia di migliaia di euro e voci in entrata del bilancio che sono la causa principale dell’attuale dissesto. Inoltre,a Guardavalle sono stati spesi, in questi ultimi anni, decine e decine di milioni di euro per opere e soprattutto cemento. Si continua a vendere fumo, si continua a propagandare che il “saper fare” è dato dall’elenco di opere messe in cantiere.

 Le singole “opere” non servono a nulla se non sono inserite in un programma organico di sviluppo e di investimenti mirati a creare benessere e condizioni per: la tutela del territorio (sia urbano che extraurbano), sviluppo di nuove attività (manca ancora un’area per l’insediamento di imprese), sviluppo del settore agricolo (le principali e più utilizzate strade interpoderali sono in uno stato pietoso, manca un piano di elettrificazione e di accesso alle risorse idriche), sviluppo del settore turistico (l’unica azione, il Piano spiaggia, peraltro da migliorare, è stato predisposto dai Commissari), ecc. ecc.

 Oggi si continua a gridare alla sciagura, ad accusare gli altri del disastro come se nessuno è responsabile della condizione oggettiva e indiscutibile dello stato di grave disagio sociale, prima che economico, in cui versa Guardavalle.

 Decenni di assenza della POLITICA, decenni di deserto AMMINISTRATIVO, decenni di interventi dettati più dalle esigenze personali che da quelli collettivi. Oggi, in più, vi è un chiaro dissesto finanziario. Il PD continua ad accusare l’attuale amministrazione che ne sta facendo un uso strumentale, è ci può anche essere qualcosa di vero, ma è un dato di fatto che vi sono delle voci in entrata che sono lì con l’unico scopo di poter permettere uscite che altrimenti non potevano essere fatte. Tutti oggi riconoscono che, circa 2 milioni di euro che sono indicate tra le possibili entrate non hanno elementi certi che questi potranno essere incassati dal comune. E allora perché, visto che questo si sapeva, si sono spesi altrettanti soldi che hanno provocato di fatto un buco da almeno 2 milioni di euro?

 Si è sempre considerato il bilancio del comune come un elenco di entrate e di uscite da far quadrare, con tutti gli artifici possibili, che oggi peraltro sono saltati. Mai si è invece valutato il bilancio comunale come uno strumento strategico e operativo con il quale gestire le risorse comunali e da questo amministrare le risorse interne ed esterne, attraverso i vari finanziamenti, per creare sviluppo e nuove risorse, per dare un senso a chi vorrebbe stare e investire a Guardavalle, e gestire anche il continuo taglio di fondi che le politiche nazionali stanno operando nei confronti soprattutto dei piccoli comuni.

 Naturalmente la nostra condizione è dovuta in buona parte alla responsabilità di chi ci ha amministrato, ma purtroppo vi è anche una responsabilità collettiva di noi cittadini che in questi anni abbiamo delegato totalmente agli altri il fare politica, smettendo di parlare di Politica e di fare Politica. A questo si è aggiunto anche, conseguenza logica di questo nostro disinteresse, o meglio interesse personale, una politica nazionale sciatta, di basso livello che negli anni ha portato ad uno smantellamento dello Stato e delle sue principali funzioni di controllo e di governo, facendo si che la disparità di reddito tra le persone si è accentuata fino a livelli inaccettabili (persone che guadagnano milioni di euro e persone che a stento arrivano a poche centinaia di euro al mese) e investimenti sui territori (ormai vi sono città e zone del centro e nord Italia che assorbono la maggior parte delle risorse finanziarie dello Stato).

 Questa è oggi la realtà.  Purtroppo chi aveva denunciato per tempo questo è stato accusato di voler fare demagogia e disfattismo. Oggi però i fatti sono impietosi e stanno drammaticamente “denudando il Re”, anche se poi chi rimane realmente in mutande siamo tutti noi.

 Per restare alla questione Guardavalle, nonostante il disastro che stiamo vivendo, si può ancora fare molto, sarà difficile, ma attraverso un impegno collettivo, serio e con una POLITICA vera del territorio e delle sue risorse, si può uscire da questo pantano. Ma per fare questo occorre anche svegliarsi, smetterla di sostenere la politica becera e personalistica del favore personale, questo non fa altro che portare avanti persone che andranno ad amministrare per soddisfare le richieste di poche persone (anche volendo non potrà fare altro).

 C’è bisogno di uno scatto di orgoglio, è necessario riacquistare la speranza che ci può essere un altro modo di amministrare il Bene Pubblico, che ci può essere un altro modo di gestire la nostra Comunità.>>

3 pensiero su “Dimissioni, Guardavalle e prospettive”
  1. quanta ipocrisia nel consiglio comunale. adesso tutti vicini al sindaco e ci dispiace per come si può sentire dal 12 in poi. passarelli adesso si…..ma prima?

  2. Pino non ascoltare quello che dicono, sei stato sempre una persona seria, non possiedi l’arte della comunicazione, non preoccuparti non è essenziale per il lavoro che fai, non ti serve. Non sai amministrare? non ti serve per fare l’architetto. Mettiti a lavorare seriamente e lascia perdere la politica, sei una persona troppo onesta. Mettiti a lavorare e lascia tutto e tutti.

  3. Sono convinto che sei l’unico a dire le cose come stanno. Quelli che ora sono solidali con il sindaco sono gli stessi che dopo appena un mese gli dicevano che era incapace di governare e che doveva andare a casa. Sicuramente al consiglio c’eri anche tu, prima dell’inizio la maggioranza rideva e scherzava, come se non ci fossero problemi importanti da discutere, la minoranza stava in silenzio e leggeva, cercando di trovare delle soluzioni ai gravi problemi che sta vivendo guardavalle. Che pena stare li ad ascoltare l’ex sindaco che spiegava i suoi non motivi validi, ringraziando a destra e sinistra (non alludo a partiti) e persino per la lettura della sua lettera, senza pensare che chi commenta non rilegge sempre quanto c’è nell’articolo, ma entra per rispondere ad un’altro commento. Illusione. Lo avevano capito tutti che l’architetto non aveva la stoffa di fare il sindaco, ma lo hanno lasciato fare destra e sinistra. Anche la minoranza ha le sue colpe. Pazienza, questa esperienza ci mancava. Signor sindaco grazie per la sua scelta che condivido. Continua così Quaranta, magari il prossimo sindaco sarai tu.

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