Sembrerebbe una vicenda dai contorni drammatici ambientata nell’Africa Saheliana, in cui l’acqua è un bene tanto prezioso e raro da indurre le popolazioni locali perfino a guerreggiare fra loro per il possesso di un’oasi o di una pozza, ma il contesto riguarda la Piana di Milazzo, dove nelle frazioni di San Marco, Fiumarella, Santo Pietro, Bastione e Grazia da quasi un mese non viene erogata l’acqua nelle case. L’afa canicolare delle ultime settimane sta facendo esasperare i residenti, la cui rabbia sta montando di giorno in giorno.

Dalle loro parole emerge come il pregiato liquido venga erogato con una pressione del tutto trascurabile solo nella fascia oraria compresa fra le 14:30 e le 15:00. Ciò non è sufficiente per approvvigionare nemmeno i fortunati proprietari di autoclave, mentre chi ne è sprovvisto deve adoperarsi freneticamente per riempire le vasche e le bacinelle. La notte è poi del tutto disastrosa, giacché la fornitura è interamente omessa. Alcuni hanno provato a telefonare all’Ufficio Acquedotto della municipalità: si sono sentiti rispondere che il guasto sarà riparato, ma gli stessi addetti non sanno entro quanto tempo, limitandosi a spiegare che l’inconveniente è causato dalla rottura della pompa d’aspirazione presente nel pozzo «Contura n.3».

Il guasto si aggiunge a quello già presente nel pozzo «Zirilli» deputato a servire la zona di Capo Milazzo. È stato già disposto dal Sindaco l’intervento di somma urgenza per l’importo di circa sessantamila euro, ma da ciò, che si rileva, i lavori procedono con forte rilento. Concorre all’accentuazione del problema anche lo stato di precarietà nel quale versano le tubature molto obsolete in alcuni tratti e parzialmente danneggiate dall’alluvione del 2008. L’imminente proclamazione del dissesto finanziario non permette peraltro lo stanziamento di fondi per procedere ad un ammodernamento della rete idrica, che risponda ai canoni di efficienza e di continuità. Al momento l’unica soluzione è quella di richiedere denaro alla Regione previa presentazione di adeguati progetti. Sta di fatto allo stato attuale che oltre un migliaio di cittadini, che ricoprono anche lo status di contribuenti, residenti nelle su citate frazioni sono in preda all’indignazione per il sentirsi trattati da persone di secondo piano e per il vedersi calpestati dei diritti, come quelli alla salute, alla cura della persona e soprattutto alla vita, che sono sanciti da tutte le leggi internazionali e che principalmente l’acqua è in grado di offrire.

 Foti Rodrigo