Alla presenza di decine di autori provenienti da ogni regione. Ursini “Senza alcun contributo, il nostro è uno dei premi più seguiti d’Italia”.  “In soli quattro anni siamo diventati già grandi e possiamo con orgoglio affermare che il Premio “Vivarium”, dedicato a Giovanni Paolo II, è una delle manifestazioni letterarie più seguite d’Italia per numero e qualità di partecipanti. Tutto questo senza ricevere alcun contributo pubblico o privato, ma realizzando ogni cosa con le nostre poche risorse finanziarie”.

Lo ha dichiarato Vincenzo Ursini, presidente dell’Accademia dei Bronzi, – sodalizio culturale che opera ininterrottamente in città da un quarto di secolo – nel corso della manifestazione conclusiva che si è tenuta ieri sera nella Sala Concerti del Comune di Catanzaro, alla quale hanno preso parte decine di poeti provenienti da ogni regione.

“Iniziata con i saluti di G. Battista Scalise, presidente della giuria che ha valutato un migliaio di elaborati di poesia, narrativa e saggistica, (gli altri componenti sono stati Mario D. Cosco, Mauro Rechichi e Nazzareno Bosco) la serata di premiazione si è sviluppata in tre momenti (poesia singola, raccolte inedite e narrativa) nel corso dei quali gli unici protagonisti (è questo forse il motivo del successo del premio) sono stati gli autori e le loro opere, tutte di pregevole qualità, alcune delle quali sono state lette dal giovane attore catanzarese, da alcuni anni residente a Roma, Giuseppe Abramo e da Adele Fulciniti.

Una sala gremita all’inverosimile ha condiviso con scroscianti applausi le scelte della giuria, ma soprattutto l’adesione all’iniziativa da parte del Capo dello Stato, On.le Giorgio Napolitano, che ha inviato la sua medaglia ufficiale, consegnata dal vicesindaco e assessore alla cultura, Sinibaldo Esposito, alla pittrice Caterina Rizzo per l’opera “Nel nome del Padre: a ricordo della visita di Giovanni Paolo II a Catanzaro”: “opera – ha sottolineato Ursini – che coniuga sapientemente la spiritualità di Karol Wojtyla con i luoghi religiosi della città”.

Giovanni Paolo II è stato anche il protagonista della lirica “L’ovile del Signore” di Francesco Saverio Capria, prima classificata nel settore riservato alla poesia religiosa. “I versi di Capria – dice la motivazione – sono una voce amica che si proietta oltre l’orizzonte dell’oggi, per comunicare a tutti gli uomini quanto sia bello entrare nell’ovile del Signore”.

Il premio riservato alla migliore poetessa partecipante delle edizioni Ursini è stato assegnato a Maria Pia Furina di Soverato per la lirica “Voglia di amare” dedicata a sua nonna: “un mosaico di ricordi, strette di mano e scenari di dolcezza infinita”. Nella stessa sezione sono stati anche premiati Rosa Minei Astarita di Meta di Sorrento e Dolce Fioravante di Roma.

Nel corso della serata i maestri Luigi Cimino (alla tastiera), Maggiorino Colosimo (alla chitarra) e Mario Capellupo (alla tromba) hanno dato vita ad alcuni intermezzi musicali di grande effetto, seguiti con grande entusiasmo dai presenti.

I premi “Vivarium” sono stati consegnati, per la sezione riservata ad opere inedite di narrativa, a Rocco Pedatella di Trezzano sul Naviglio, per l’opera “Il giorno della Conflagrazione”, Tina D’Agostino di Vibo Valentia, per il romanzo “In punta di piedi”, Marco Angilletti di Catanzaro per il romanzo storico “Al di là dei fuochi”, Alda Gallerano di Milano per la raccolta di racconti “Il colore dell’alba” e Giorgio Brambilla di Monza per il saggio “Il mondo classico di William Shakespeare”.

La sezione riservata ad una silloge inedita è stata vinta invece da Maria Bertilla Franchetti di Gazzolo, con la raccolta “Nel cuore dei giorni”. Ai posti d’onore sono stati classificati Novara Marianna di Palermo, con la raccolta “La squadratura del cerchio”, Concetta Aiello di Torino, con la raccolta “Verso Itaca”, Donata Fusar Poli di Chieve, con la raccolta “Tra mente e cuore” e Caterina Tagliani di Sellia Marina, con la raccolta “Lieve come una piuma”.

Il premio riservato alla migliore lirica inedita è andato invece a Ninnj Di Stefano Busà per la lirica “Andremo soli al delta dei silenzi”, una “bella pagina di autentica poesia”.

In questa sezione, dal secondo al quinto posto sono stati classificati, nell’ordine, Emanuele Lo Presti di Firenze con “Potrebbe bastare”, Francesco Scattarreggia di Reggio Calabria con “Yara”, Stefania Peverati di Paderno Dugnano con “Sorprendimi” e Alessandra Peveraro di Valduggia con “Le origini”.

Targhe e attestati di merito sono stati infine consegnati ad altri poeti, quasi tutti presenti alla manifestazione.

Insomma, un premio adulto che ha dato lustro alla città e che soprattutto ha contribuito a promuovere l’immagine di Catanzaro a livello nazionale, attraverso una miriade di siti d’informazione e quotidiani locali che hanno pubblicato in più occasioni i risultati del concorso.

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