Durante la seduta del Consiglio Comunale del 4 ottobre 2011, abbiamo cercato di fare emergere i dubbi e le perplessità circa l’approvazione della proposta di delibera riguardante il bilancio di previsione 2011, bilancio pluriennale 2011-2013 e relazione previsionale programmatica, che a parere degli scriventi, riportava dei risultati non attendibili, e quindi non rispondenti ai dati e le notizie acquisiti nel corso di questo ultimo anno, nello svolgimento delle funzioni consiliari, in materia di società partecipate ed aziende speciali (in particolare ATO, Messinambiente, ATM e Feluca), di dismissioni, di residui attivi e passivi. A dichiararlo gli esponenti politici Ivano Cantello e Nello Pergolizzi e nonostante tutto l’assise ha ritenuto di potere approvare lo strumento finanziario.

Riteniamo opportuno far emergere la verità circa la rappresentazione delle motivazioni che hanno indotto gli scriventi ad esprimere l’opposizione all’approvazione del bilancio preventivo.

Durante il dibattito in aula sono stati espressi specifici rilievi in ordine alla veridicità di alcune previsioni del bilancio; osservazioni puntuali e documentate che sarebbe stato doveroso prendere in considerazione. I documentati pesanti buchi di bilancio relativi alle perdite ed ai debiti delle società partecipate avrebbero dovuto formare oggetto di una seria ed attenta valutazione da parte dell’Amministrazione e degli Uffici finanziari competenti per individuare le criticità che impattano negativamente sulla situazione patrimoniale delle stesse, ma così non è stato.

Il bilancio di previsione 2011 è stato trattato ad ottobre e questo è, di per sé, un altro degli elementi che dovrebbero far riflettere e che dicono, alla luce dello stato, a tale data, delle entrate e delle spese, anch’esso documentato, come sussistano delle criticità estremamente forti nell’ambito finanziario del Comune di Messina.

Nel bilancio di un Ente Locale non è plausibile, infatti, che non venga prevista la copertura delle perdite conclamate dell’Azienda ATM e di alcune società partecipate, per assicurare la dovuta copertura finanziaria.

In particolare elenchiamo alcune osservazioni che fanno ritenere come lo stesso non fosse in alcun modo approvabile:

ATM – E’ ormai un dato accertato, sulla base della documentazione acquisita, l’importo di oltre €. 50.000.000,00 di passività dell’Azienda Speciale (che il Comune dovrà ripianare o a titolo di perdite o di debito nei confronti dell’azienda), di cui però non v’è traccia nel bilancio previsionale.

AMAM – Le criticità evidenziate in sede di discussione consiliare sono confermate dal parere rilasciato dal Collegio Sindacale della Società A.M.A.M. S.p.a., datato 25 novembre 2010, dal quale emergono i sottoelencati rilievi, di assoluta rilevanza e incidenza rispetto al bilancio comunale:

 

a) I crediti verso clienti ammontano al 31 dicembre 2009 complessivamente a euro 69.701.283,00 al netto degli storni dei canoni di depurazione, fatture da emettere, accantonamenti e fondo svalutazione crediti. Al riguardo, come evidenziato dalla relazione della società di recupero crediti FIRE S.p.a. del 19 marzo 2010, circa il 15% dei crediti affidati risulta con “impossibilità di notifica” e solo il 45% dei crediti affidati dal 1999 al 2008 risulta incassato.

Per quanto sopra, risulta evidente che, in modo precauzionale, la Società avrebbe dovuto prevedere un adeguato stanziamento nel “Fondo svalutazione crediti”.

b) Il Collegio ancora una volta invita la proprietà, per quanto concerne la società AMAM, al rispetto del decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000, che al comma 1 dell’art. 115 (“trasformazione delle aziende speciali in società per azioni”) dispone che “i comuni, le provincie e gli altri enti locali possono, per atto unilaterale, trasformare le aziende speciali in società di capitali, di cui possono restare azionisti unici per un periodo comunque non superiore a due anni dalla trasformazione”.

c) Il Collegio richiama quanto previsto dall’art. 25 dello statuto sociale che cita testualmente: “il bilancio annuale della società, ferme restando le attribuzioni del Collegio Sindacale, dovrà essere sottoposto a certificazione da parte di una società di revisione avente……..omissis…….Il conferimento dell’incarico è deliberato dal Consiglio di Amministrazione”. Nessuna certificazione risulta, dagli atti allegati al bilancio, essere stata rilasciata da alcuna società di Revisione.

ATO 3, MESSINAMBIENTE – Ormai da tempo gli scriventi evidenziano notevoli gravi discrasie tra i bilanci delle due Società a totale capitale pubblico, che tuttavia sono stati sempre incomprensibilmente approvati entrambi dal Socio Comune di Messina, senza che di ciò vi fosse un riscontro finanziario nel bilancio del Comune stesso. Infatti, il Comune di Messina, nella qualità di Socio di entrambe le società, ha approvato negli anni scorsi i bilanci delle due società pur essendo gli stessi completamente disallineati, per svariate decine di milioni di euro, relativamente ai rapporti di credito/debito intercorrenti tra le stesse.

Invero, in assenza di accordo fra i tre Enti, che in questi ultimi anni si sono ignorati a vicenda, Messinambiente, nonostante le regole della Contabilità pubblica che impongono l’esistenza della copertura finanziaria delle spese, ha per il 2007, il 2008, 2009 e per il 2010, assunto, per quanto è stato possibile evincere dai documenti contabili, obbligazioni per una cifra superiore rispetto a quella che il Comune di Messina ha imputato nei suoi bilanci e che ha trasferito alla Società ATO ME 3.

Infatti, nell’anno 2007, mentre la società ATO ME 3 s.p.a. contabilizza costi nei confronti della Messinambiente per servizi resi per circa 22 milioni di euro, quest’ultima contabilizza ricavi nei confronti dell’ATO per 28.807.070 euro. Questa differente contabilizzazione di costi/ricavi permette alle due società di chiudere l’esercizio con un utile di 347.298 per la Messinambiente, e con una perdita di euro 83.408 per la società ATO ME 3, non facendo emergere perdite per circa 7 milioni di euro che in caso contrario dovrebbero essere ripianate dal socio Comune di Messina.

A seguire nell’anno 2008, mentre la società ATO ME 3 s.p.a. contabilizza costi nei confronti della Messinambiente per servizi resi per circa 21 milioni di euro, questa ultima contabilizza ricavi nei confronti dell’ATO per 27.654.175 euro. Questa differente contabilizzazione di costi/ricavi permette alle due società di chiudere l’esercizio con un utile di 428.972 per la Messinambiente, e con una perdita di euro 62.035 per la società ATO ME 3, non facendo emergere perdite per circa 7 milioni di euro che in anche in questo caso dovevano essere ripianate dal socio Comune di Messina.

Ancora a seguire nell’anno 2009, mentre la società ATO ME 3 s.p.a. contabilizza costi nei confronti della Messinambiente per servizi resi per circa 24 milioni di euro, questa ultima contabilizza ricavi nei confronti dell’ATO per 27.133.666 di euro. Questa differente contabilizzazione di costi/ricavi permette alle due società di chiudere l’esercizio con una perdita di euro 2.221.472 per la Messinambiente, e con un utile di euro 27.821. per la società ATO ME 3, non facendo emergere perdite per circa 3 milioni di euro che in anche in questo caso dovevano essere ripianate dal socio Comune di Messina.

– alla data del 31 dicembre 2010 la Società Messinambiente vanta un credito dall’A.T.O. ME 3 di circa trenta milioni di euro, e facendo una breve analisi tra i costi/ricavi e le spese, la società continua ad accumulare crediti a seguito dei profitti vantati e non introitati in considerazione del mancato riconoscimento di ingenti somme da parte dell’A.T.O. ME 3.

Da evidenziare che il Comune di Messina è il Socio totalitario ( A.T.O. 3 s.p.a.) o maggioritario (Messinambiente s.p.a.) delle società “de quibus”, pur essendo pienamente a conoscenza della incoerenza tra i bilanci delle due società partecipate,in sede di assemblee dei soci ha approvato i bilanci non facendo emergere consistenti perdite e cosa ancora più grave non prevedendo tali somme in bilancio!

Si precisa che tali situazioni (differente modalità di fatturazione delle due società) emergono chiaramente dalle relazioni di accompagnamento ai bilanci 2007-2008-2009-2010 delle due società partecipate.

Di assoluta rilevanza è anche il parere rilasciato dal Collegio Sindacale dell’A.T.O. ME 3, prot. n. 5136 del 14 giugno 2010, dal quale emergono i sottoelencati rilievi, di assoluta rilevanza e incidenza rispetto al bilancio comunale:

 

a) Emergono significativi scostamenti contabili nei saldi creditori e debitori al 31 dicembre 2009 tra la società d’Ambito e la società Messinambiente S.p.a.;

b) Si specifica che la società Messinambiente S.p.a., con atto di citazione notificato in data 1° marzo 2010 alla società ATO ME 3 S.p.a., rivendica un credito, nei confronti di questa ultima, quali competenze non liquidate relative alla gestione integrata dei rifiuti e l’esecuzione di servizi di igiene ambientale per il periodo 2007 – 2009 per un importo pari ad euro 24.634.507,22 oltre iva. In merito la società in sede di costituzione in giudizio, stante l’evidente comunanza di posizioni giuridiche controverse, ha chiamato in causa il Comune di Messina, al fine di esserne tenuta indenne in ipotesi di soccombenza rispetto alle domande spiegate in via principale dalla Messinambiente S.p.a.

In conseguenza di ciò, è stato previsto, a titolo prudenziale, un accantonamento di soli euro 105.000,00 al “Fondo rischi su giudizi pendenti”, corrispondente allo 0,42% dell’intera somma, molto bassa rispetto al rischio.

Ma dato certamente più rilevante è l’assenza di uno stanziamento nel bilancio comunale di somme per fare fronte a tali uscite che in ogni caso saranno a carico del Comune di Messina:

– sia in ipotesi di soccombenza dell’A.T.O., perché dovranno essere ripianate le perdite della società partecipata al 100% dal Comune di Messina;

– sia in ipotesi di condanna diretta, all’esito del contenzioso, del Comune di Messina tenere in ogni caso indenne l’A.T.O. per i pagamenti da effettuare in favore di Messinambiente;

– sia in caso di soccombenza di Messinambiente, perché anche in tale ipotesi dovrà essere il Comune di Messina a ripianare la perdita di bilancio di tale società, anch’essa partecipata al 98% dallo stesso Comune di Messina.

Inoltre, il Collegio Sindacale dell’A.T.O. ME 3, rileva che nel bilancio d’esercizio 2009 dell’A.T.O. ME 3 S.p.a., tra gli altri proventi finanziari, risulta iscritto un importo per interessi attivi pari ad euro 809.901,24, per il tardivo pagamento, da parte del Comune di Messina, delle fatture emesse dalla Società d’Ambito.

Anche in questo caso, detta somma non risulterebbe iscritta nel bilancio previsionale 2011 del Comune di Messina.

A tutt’oggi, inoltre, non risulta ancora approvato dall’Assemblea dei Soci (Comune di Messina) il bilancio d’esercizio 2009 della Società Messinambiente S.p.a., unico bilancio d’esercizio a non essere stato approvato tra tutte le Società partecipate dal Comune di Messina.

CONCESSIONI EDILIZIE in bilancio si registra una previsione di 8 milioni, rispetto ai quali oggi risultano incassati solo 3 milioni 850 mila euro. Difficilmente si potranno incassare oltre 4 milioni di euro da qui a fine anno.

DISMISSIONI PER COPERTURA DEBITI FUORI BILANCIO – con l’attuale piano di dismissioni immobiliari l’Amministrazione prevede di incassare, al 31 dicembre 2011, oltre 50 milioni di euro, al fine di coprire gli oltre 50 milioni di euro di debiti fuori bilancio, ad oggi, a distanza di tre anni, sono stati introitati solo 8 milioni di euro.

PREVISIONI DI ENTRATA ED IMPEGNI DI SPESA – da un raffronto tra le previsioni di entrata del bilancio 2011 e le reali entrate al mese di settembre 2011, si evidenzia uno squilibrio di oltre 400 milioni di euro, in quanto sono stati incassati appena 120 milioni di euro a fronte dei previsti 500 milioni di euro. Risulta sussistere anche un divario in considerazione degli impegni di spesa, tra le entrate effettive e le spese sostenute.

E’ evidente, pertanto, una difficoltà dell’ente Comune ad incassare, con l’effetto di una evidente difficoltà dell’ente Comune a spendere in assenza di risorse.

D’altra parte gli stessi revisori, nelle raccomandazioni riportate nella relazione, raccomandazioni fatte anche gli anni passati, sollecitano un monitoraggio preciso delle entrate, facendo riferimento soprattutto alle entrate di una certa consistenza.

Non esistono tutte le attività che dovrebbero essere poste in essere per recuperare queste somme, a distanza di due mesi dalla chiusura dell’anno solare.

COSAP E TARSU – da approfondimenti effettuati in merito, è risultata l’impossibilità di introitare una consistente somma derivante dalla TARSU, in quanto oltre 3500 accertamenti risultano inevasi e pertanto, giorno dopo giorno, ingenti somme vanno in prescrizione, con un conseguente danno erariale per l’Ente. Per quanto concerne la COSAP, tutte le somme iscritte in bilancio, risulterebbero inesigibili per mancanza di attività di accertamento e per le somme richieste l’Ente viene esposto a ricorsi a causa della assenza del Piano Generale degli impianti pubblicitari, di cui l’Amministrazione avrebbe dovuto munirsi nel lontano 1993. Addirittura si configura non solo un mancato introito ma anche un danno per gli inviti a rimuovere gli impianti non in regola con il codice della strada.

FITTI ATTIVI ANNI PREGRESSI – gli ultimi alloggi consegnati risultano privi di un regolare contratto ed assegnati “in custodia”, pertanto, gli assegnatari potrebbero ritenersi legittimati a non pagare il relativo canone di affitto, impedendo, di fatto, l’introito delle somme previste in bilancio.

Questa proposta di bilancio avrebbe dovuto essere bocciata, per dare un segnale serio di rottura con quella “politica” che continua a perseverare nel non volere confrontarsi con la ineludibile forza dei numeri. Al contempo non si comprende come a tutt’oggi nonostante esplicite e reiterate richieste in tal senso, non sia stata avviata, da parte dell’Amministrazione comunale alcuna azione di responsabilità nei confronti di quegli amministratori e dirigenti che nel corso degli anni hanno gestito la cosa pubblica con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, provocando evidenti danni all’Ente pubblico.

L’approvazione del bilancio è stata incentivata dall’approvazione di una serie di emendamenti, di evidente interesse partitico, non utili a dare risposte alla cittadinanza, ma tendenti a soddisfare esigenze specifiche.

Per ultimo, ma non di minore importanza la “censura” del Presidente della Commissione Bilancio, che fa emergere un fatto di una gravità inaudita, la cui assenza dovrebbe far riflettere tutti.

Ma pensate veramente che il Futuro della città possa passare attraverso azioni di tale portata. E’ bene che i nostri concittadini inizino a fare sentire la propria voce!!!

Ivano Cantello  –  Nello Pergolizzi