(Foto dal web) – Dopo Monasterace, Riace, Marina di Gioiosa, Siderno, Locri, Bovalino e tantissimi altri comuni della Locride e non solo, anche Caulonia – sinora esente dal problema – si avvia verso l’emergenza rifiuti? Lo sapremo presto. Intanto i carabinieri del Comando stazione di Marina di Caulonia, sotto le direttive del mar. Francesco Delacqua, coadiuvati dai colleghi della stazione di Caulonia e della compagnia di Roccella, stanno infatti valutando regolarità della discarica di località Apriche. Un’area a pochissima distanza dallo Scoglio delle apparizioni, in territorio di Placanica, meta costante di decine di migliaia di pellegrini che in quel luogo si radunano in preghiera col terziario francescano fratel Cosimo Fragomeni. All’alba di ieri, i militari dopo laboriose indagini, hanno controllato la documentazione in possesso dei conducenti di tre compattatori del Comune di Caulonia e di tre operai destinati al servizio, mentre sversavano i rifiuti solidi urbani provenienti dal comprensorio cauloniese. Quello di Apriche è un immondezzaio dismesso nel 1999, dissequestrato dal Tribunale di Locri sei anni più tardi, la scorsa primavera riaperto dal sindaco Ilario Ammendolia. Un’ordinanza – la n. 15 del 23 marzo scorso – che reca in calce anche la firma del capo dell’Area tecnica, Giuseppe Commisso, notificata agli autisti degli auto compattatori e, appunto, agli altri addetti al servizio, e che dovrebbe essere stata trasmessa anche «alle autorità competenti, nell’ambito provinciale e regionale», e che dispone che «trasferimento e deposito» di rifiuti solidi urbani vengano effettuati ad Apriche. Un luogo raggiungibile attraverso la Provinciale 89, poi per due chilometri di tornanti che s’inerpicano sull’altura di Santa Domenica, al confine con Placanica, e che per un altro chilometro costeggia l’omonimo vallone, a sua volta confluente nel torrente Precariti. Un trasferimento «temporaneo», in attesa che Locride Ambiente riprenda la sua normale attività dalla stazione operante in località Eternità, nei pressi di Focà di Caulonia, verso l’impianto di Siderno. Una determinazione cui Ammendolia – che è anche presidente del Comitato dei sindaci della Locride – è pervenuto «per fronteggiare l’emergenza – quella di Caulonia, chiaramente – trattandosi di un servizio di tutela ambientale e sanitario». Quel che ora gli uomini dell’Arma dovranno accertare, oltre alla legittimità della riapertura della discarica in questione, è se tutte le norme siastate rispettate. Ovvero se «prima del deposito» è stato «steso un telone di plastica per regimentare eventuali percolati provenienti eventualmente dai rifiuti umidi», onde prevenire «inquinamenti» del suolo sottostante, che è di preminente natura arenaria. E ancora se una volta «accertata la disponibilità e la ripresa del trattamento dell’impianto di selezione e valorizzazione» di Siderno, i rifiuti da Apriche potranno essere «prelevati e trasferiti a Eternità». Se tutto sarà in regola Caulonia continuerà ad essere l’isola felice che è. Altrimenti vorrà dire che l’emergenza rifiuti la travolgerà, con l'”aggravante” dell’apertura di un sito non in regola.

Gazzetta del Sud – Armando Scuteri