caulonia_logoUna vicenda complessa: ha tre figli piccoli e un decreto d’espulsione sul capo.  Il caso di Ann Eze, la 28enne nigeriana, della quale ci siamo occupati a gennaio, torna alla ribalta per bocca di Bruno Grenci, presidente della cooperativa di Caulonia che dà dimora alla giovane donna, che si rivolge ai primi cittadini del triangolo dell’accoglienza – Caulonia, Riace e Stignano – nonché al capo del dipartimento per le libertà civili a e l’immigrazione del ministero dell’Interno, alla rappresentante dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, al prefetto di Reggio Calabria e all’assessore provinciale alla Politiche sociali. Denuncia, Grenci, che ad Ann Eze, giunta dalla Libia (dove il marito rimase perché i soldi per il viaggio non bastavano) con due bimbi in tenera età e un terzo in grembo, poi nato a Locri -, «per morivi umanitari» fu riconosciuto il permesso di soggiorno. Dopo numerose traversie, causate soprattutto dalla salute cagionevole del primo e del terzogenito, fu trasferita per sua richiesta altrove, a Catania. Dopo soli tre giorni, però, la donna volle rientrare a Caulonia perché a Catania si sarebbe trovata «peggio che in Calabria». Segnala Grenci che da allora «le è stato revocato il modesto sussidio mensile (poket money) di circa 250 euro e le è stata pure intimata per iscritto l’espulsione dal progetto di integrazione, dalla somministrazione del cibo e dalla casa». Decisioni alle quali, «sino ad ora ha sopperito il Comune di Caulonia, per evitare che Ann Eze e i suoi bambini finissero sulla strada». Le condizioni generali del nucleo familiare, però, «rimangono precarie e senza prospettive. Non senza pericoli di esasperazione e gesti inconsulti». Grenci si appella dunque a Laura Boldrini, rappresentante dell’Unchr, affinché si adoperi per la ricomposizione del nucleo familiare, al sindaco di Caulonia perché la signora venga inserita in un progetto di borsa lavoro o in alternativa, in un progetto e reintegro del poket money’; al direttore dello Sprar perché riesamini la pratica di espulsione.

Gazzetta del Sud – Armando Scuteri

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