Violenza sessualeEnnesimo episodio di violenza in famiglia fortunatamente risolto positivamente dai Carabinieri di Catanzaro: è l’1.30 circa quando giunge una chiamata al 112. Ad allertare la Centrale Operativa del Comando Provinciale dell’Arma è una donna 34enne casalinga catanzarese. Mentre parla al telefono piange, è in stato confusionale, incerta e spaventata; l’operatore della Centrale però è un militare esperto e in pochi secondi riesce a cogliere tutte le informazioni necessarie per inviarle in soccorso un’autoradio, in quegli attimi in servizio di controllo del territorio poco distante.

In breve tempo i militari giungono sul posto, nei pressi di Pio X, e quando bussano alla porta di casa, è la stessa donna ad aprire, in forte stato di agitazione e con la figlia piangente in braccio. Sulla fronte, e in particolare sull’arcata sopraccigliare sinistra, il segno tangibile di quanto era appena accaduto. In cucina i due militari trovano invece il marito, M.G., 36enne disoccupato, anche lui catanzarese, in evidente stato di ebrezza alcolica, che a stento riesce a stare in piedi; i militari lo ammanettano e lo fanno salire in macchina, destinazione gli uffici della Compagnia Carabinieri di Catanzaro, mentre un’altra autoradio, nel frattempo giunta in ausilio alla prima, si occupa della signora e della figlia, che si sottrae al saluto del padre piangendo e stringendosi ancora più forte alla madre; per entrambe, terminato l’incubo di una serata di violenze, la meta è invece l’Ospedale Pugliese, ove i sanitari medicano le ferite della donna e giudicano le lesioni da lei riportate guaribili in venti giorni.

A meno di due ore dall’aggressione, stante la ferma decisione di porre fine ai suoi maltrattamenti, la donna sporge querela nei confronti del proprio marito, il quale, posto in stato d’arresto per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia, visti i precedenti specifici e le gravi lesioni da lui procurate alla moglie, viene tradotto presso il carcere di Siano, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del rito direttissimo che avrà luogo presumibilmente nella giornata di lunedì. Prima delle 5.00 mamma e figlia sono riaccompagnate a casa da un’autoradio e possono finalmente riposare serene.

A partire dall’inizio del nuovo anno, quello registrato stanotte è il secondo arresto effettuato dai militari della Compagnia Carabinieri di Catanzaro per violenze di questo genere. In tal senso, gli sforzi che l’Arma intende profondere, e che già hanno fornito notevoli risultati lo scorso anno, non potranno che aumentare, al fine di offrire sempre maggiore protezione a quelle fasce sociali che, a causa di condizioni fisiche o di disagio economico, non sono sempre in grado di porre fine con le sole proprie forze a fenomeni di maltrattamento come quello oggetto della vicenda appena descritta. I servizi di controllo a largo raggio condotti dai militari del Comando Compagnia e di tutto il Comando Provinciale dell’Arma di Catanzaro proseguiranno al fine di prevenire la commissione di analoghi reati e le loro più gravi conseguenze nonché, soprattutto, al fine di rintracciarne e consegnarne alla giustizia i responsabili.

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