s.annacatanzaro A meno di un anno dall’introduzione al S. Anna del Tavi, l’impianto di protesi valvolare aortica attraverso catetere e dopo quasi quaranta interventi eseguiti, il Centro calabrese di Alta Specialità del Cuore è stato invitato a far parte di due importanti iniziative di livello internazionale, finalizzate rispettivamente a verificare l’efficienza e l’efficacia della procedura stessa, nonché la sicurezza e l’affidabilità delle protesi. Si tratta, in particolare, dello studio “Observant” e del Registro “Source”. Il Tavi è una delle frontiere più avanzate nel campo della cura della stenosi valvolare aortica calcifica: una malattia che impedisce al cuore di mantenere costante l’apporto di sangue all’organismo. Il Tavi è una delicata procedura mini invasiva (che non comporta cioè l’apertura dello sterno), grazie alla quale è possibile trattare pazienti che a causa dell’età o di un quadro clinico particolarmente complesso e rischioso, non sarebbero altrimenti operabili. “La partecipazione del S.Anna alle due iniziative – ha detto il Direttore Generale, Giuseppe Failla – è un’ulteriore conferma della considerazione in cui, ai più alti livelli, sono tenuti sia il nostro lavoro, sia i nostri risultati. Queste partecipazioni, collaterali alle attività di diagnosi e cura propriamente dette, pensiamo siano la dimostrazione non solo della qualità delle prestazioni abitualmente offerte dal S.Anna ma anche della capacità dell’ospedale di essere una struttura sanitaria specialistica a tutto tondo. Observant e Source – ha aggiunto il DG – sono in questo senso solo gli esempi più recenti ma potrei citare anche lo studio internazionale Escat sull’autocontrollo dell’anticoagulazione, sul quale recentemente siamo stati invitati a relazionare, essendo uno dei due centri italiani coinvolti, dall’Università di Bari e dall’ospedale di Perugia o, ancora, lo studio sull’utilizzo delle cellule staminali adulte nelle cardiopatie, condotto insieme con l’azienda ospedaliera di Reggio Calabria. Svolgiamo regolarmente anche attività didattica e formativa e penso ad esempio all’utilizzo dell’Icus nella diagnostica per immagini; una tecnica – ha concluso Failla – che ha impresso una svolta alla cardiologia interventistica e alla quale, nell’ambito dell’Icus Club, dedichiamo appositi stage destinati ai cardiologi, soprattutto giovani”. Lo studio “Observant” è frutto di un accordo tra Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Società Italiana di Chirurgia Cardiaca, Società Italiana di Cardiologia Invasiva, patrocinato dall’Italian Association of Cardiothoracic Anesthesia. Lo studio, della durata di un anno, ha tra l’altro lo scopo di valutare gli esiti a breve, medio e lungo termine della procedura; verificarne le modalità di adozione, l’appropriatezza d’uso, l’impatto organizzativo ed economico; costruire una nuova stratificazione del rischio, specifica per la popolazione italiana anche anziana; definire criteri di indirizzo condivisi per la corretta selezione dei pazienti. Il Registro “Source” è invece un registro multicentrico osservazionale internazionale promosso dalla Edwards Lifesciences; esso coinvolge trentaquattro centri europei e ha per oggetto una in particolare delle due protesi valvolari utilizzate nel Tavi: la “SAPIEN”, impiantabile chirurgicamente attraverso l’apice del cuore e dopo una piccola incisione del torace. Lo scopo del “Source” è di ottenere dati clinici in pazienti trattati consecutivamente, per dimostrare che la protesi, il suo dispositivo di rilascio e la procedura di rilascio costituiscono un trattamento privo di pericoli ed affidabile. L’obbiettivo primario del registro è di osservare i risultati a breve e medio termine in chiave di sicurezza ed efficacia del trattamento.

strill.it

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