Il giorno 13 marzo 2013 alle ore 10:30 presso la sala conferenze della Biblioteca Militare della Caserma PEPE-BETTOJA, sede del Comando Militare Esercito “Calabria”, sarà presentato dallo scrittore Nando Castagna, dell’Associazione culturale “Calabria in Armi”, alla presenza del Comandante Militare Regionale Colonnello Liborio VOLPE, alle autorità militari, civili e religiose della Città di Catanzaro, il libro dal titolo “Catanzaro …sotto le stelle del ‘43” – Venti di guerra sulla città.

Il volume, che tratta il periodo più drammatico della Seconda Guerra Mondiale per l’Italia, quello dell’estate del 1943, è una preziosa opera sulle attività belliche in Calabria e in particolare le incursioni belliche degli Alleati su Catanzaro. Il libro è una straordinaria raccolta storica arricchita dall’autore Nando Castagna con testimonianze umane e episodi, anche sconosciuti, raccontati dai sopravissuti, che riportano in tutta la sua drammaticità l’immane tragedia del Secondo Conflitto Mondiale.

Catanzaro che fu sede dei Comandi Militari, delle autorità politiche e crocevia vitale grazie allo snodo ferroviario del suo quartiere marinaro, ha subito diversi bombardamenti, ad opera degli alleati, con l’intento di scardinare il sistema difensivo italiano in Calabria e colpire le truppe tedesche in ritirata verso il Nord della penisola. Ignobili furono i raids e i mitragliamenti, intensificati dal giugno del 1943 e terminati solo dopo il 9 settembre con l’arrivo delle truppe canadesi, allo scopo di bombardare gli obiettivi civili, per demoralizzare la popolazione e sfiduciare il regime fascista, che causarono numerose vittime innocenti, vista anche la carenza di obiettivi militari.

Nella Città devastata, alla tragedia seguirono numerosi atti di valore e di umanità che hanno contribuito a salvare moltissime vite. Catanzaro non si piegò ma si risollevò con orgoglio recuperando i suoi antichi simboli sociali e culturali tracciando una nuova pagina della sua storia. Questo libro è un splendido esempio di quei valori quali: il rispetto la solidarietà e l’amore fraterno; la forza di ricominciare ma soprattutto il “non dimenticare” l’immane tragedia della guerra che sono patrimonio di tutti i Calabresi.