abramo newNota stampa circolo PD  “E.Lauria” di Catanzaro: <<Abramo sembra  davvero abbia vissuto gli ultimi anni su Marte. In un bosco incantato addormentato nel favoloso mondo di Scopelliti. Ora, immaginare che a svegliarlo sia stato il bacio di un principe azzurro ci lascia un po’ perplessi. Se poi invece si appalesa il tentativo di fare bieca strumentalizzazione elettorale sull’ospedale, allora è davvero preferibile credere alla favola!

Il primo cittadino, il sindaco di una Città come Catanzaro, non può attendere l’allerta della Protezione civile per porsi la domanda se un ospedale costruito più di 50 anni fa risponde ancora o no a norme antisismiche moderne. A quanto pare la macchina amministrativa da lui governata non se ne è mai occupata e dimostra di non conoscere (o finge di non conoscere) l’iter procedurale di realizzazione del nuovo ospedale. Infatti l’accorpamento tra l’azienda universitaria e quell’ospedaliera non è una scelta tanto opinabile quanto piuttosto una precondizione sottoscritta in accordo di programma per la realizzazione del nuovo ospedale stesso. Per quasi cinque anni il sindaco Abramo e l’ex assessore regionale al personale, suo primo sponsor e tifoso alle amministrative post Traversa, non hanno mosso un dito. Se oggi l’ospedale diventa oggetto di ampia discussione, se oggi la metropolitana di superficie vede l’appalto dei lavori è solo grazie alla solerzia e all’impegno della nuova giunta regionale di Mario Oliverio targata Pd. Se il sindaco ha davvero a cuore le sorti della Città faccia la cosa migliore che oggi gli è consentita: si dimetta! Per quanto riguarda la realizzazione dell’ospedale, provare a metterci il cappello sopra non gli è più consentito, lo ha già fatto per altri casi nel suo primo mandato dove si è giovato della realizzazione di opere avviate da altri. Del resto oggi non sta facendo diversamente nel tagliare nastri di progetti avviati prima del suo insediamento, utilizzando semplicemente, con un po’ di spregiudicata astuzia, una buona dose di comunicazione strumentale. Niente di più.>>