Messina – Pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale della Regione Sicilia il decreto d’indizione dei comizi elettorali per il 28 ottobre. Da oggi chi è a rischio ineleggibilità ha 10 giorni di tempo per dimettersi dalla carica. Se Buzzanca vorrà correre per un posto all’Ars dovrà lasciare la poltrona di Palazzo Zanca entro il 31 agosto.

E’ stato pubblicato questa mattina sulla Gazzetta ufficiale della Regione Sicilia il decreto d’indizione dei comizi elettorali per il 28 ottobre per l’elezione del Presidente della Regione e dei 90 deputati all’Ars.

Se Buzzanca vorrà candidarsi alle regionali dovrà dimettersi da sindaco entro 10 giorni da oggi, vale a dire entro il 31 agosto, pena l’ineleggibilità.

Qualora il sindaco di Messina dovesse, come sembra ormai certo, scendere in campo per le regionali, la legge stabilisce il termine di 10 giorni dalla data d’indizione dei comizi in caso di elezione anticipata. Se la scadenza fosse stata naturale Buzzanca si sarebbe dovuto dimettere sei mesi prima. Subito dopo le dimissioni scatterà l’ennesimo commissariamento per Palazzo Zanca, che durerà fino alle amministrative del 2013.

Da oggi quindi si entra nel vivo della campagna elettorale. Il decreto d’indizione dei comizi è del 10 agosto ma è stato pubblicato solo oggi nella Gazzetta ufficiale, anche per tirare sui tempi, perché i casi d’ineleggibilità sono numerosi e anche un giorno in più in carica fa “sostanza”. Non a caso a livello regionale la raffica di nomine di sottogoverno non si è mai fermata.

Il conto alla rovescia per chi è a rischio ineleggibilità scatta da oggi.

L’elenco dei candidati che dovranno scegliere entro 10 giorni è lungo, figurano: assessori comunali e provinciali, assessori regionali, sindaci di comuni con più di 20 mila abitanti, Presidenti della Provincia, direttori generali della Regione, componenti dei Cda delle partecipate regionali, direttori e dirigenti amministrativi delle Asp e rappresentanti di strutture convenzionate con la Regione (case di cura o di riposo ad esempio), presidenti dei comitati provinciali e regionali dell’Inps. L’obbligo permane anche per quei candidati che ricoprano talune cariche imprenditoriali in aziende vincolate alla Regione, nonchè alcune cariche militari. Chi vuol candidarsi dovrà dimettersi entro fine agosto.

Sempre in base al decreto pubblicato oggi i seggi spettanti alla Provincia di Messina saranno 11. In base al censimento infatti la popolazione messinese risulta di 662.450 abitanti con un quoziente pieno di 10 seggi più un resto di 41,33% che ci consente di arrivare ad 11 poltrone.

 La carica dei candidati per 90 poltrone si scalda già da tempo. Tra le curiosità vi sono i cosiddetti “highlander” di Sala d’Ercole. Il più anziano di tutti è il Pd Calogero Speziale, che vanta 21 anni ininterrotti. Ma neanche i messinesi scherzano. Il più “longevo” è Santi Formica, Pdl (ex An), che è stato anche assessore regionale. Per il medico chirurgo 16 anni di carriera all’Ars, e nessuna voglia di smettere perché per lui, è un lavoro, ma che non logora, se, scrive ancora sui manifesti “al lavoro 365 giorni l’anno”, senza ferie, Natale, ferragosto, roba da far ricorso ai sindacati e al giudice del lavoro. Dal 1996 è inquilino dell’Ars anche Nino Beninati , tre volte assessore, entrato a Sala d’Ercole con Forza Italia, ora Pdl, vicinissimo al gruppo Leontini, pronto alla ricandidatura (anche se non è chiarissimo in quale lista, se Pdl, dove c’è affollamento e molti rischi o “moderati”). Nel Pd ha già tre legislature alle spalle Filippo Panarello, entrato all’Ars quando si chiamavano Ds (democratici di sinistra), ed altrettante ne conta Giovanni Ardizzone Udc, sbarcato all’Ars, undici anni fa, con le truppe dell’allora Ccd. Pivellino è Franco Rinaldi, Pd, che ne ha accumulate due e punta alla terza.

 Quanto ai candidati alla Presidenza, si sfiorano una decina di nomi (resta da vedere chi arriverà al primo traguardo, quello della presentazione delle firme e delle candidature). Ufficiali al momento sono: Claudio Fava, Rosario Crocetta, Cateno De Luca, Gaspare Sturzo, Mariano Ferro, Gaetano Cancellieri, Giacomo De Leo.

Al momento sembra aver fatto un passo indietro Gianfranco Miccichè e non è ancora chiaro cosa farà Innocenzo Leontini. Finchè l’ex Mpa, oggi Pds (partito dei siciliani) non avrà deciso cosa fare, anche perché ogni volta che simpatizza per un candidato cambiano le carte (vedi Crocetta prima e Miccichè dopo) e altrettanto dicasi per Nuovo Polo, resta in piedi anche il nome di Fabio Granata per Fli. Manca all’appello anche il candidato dell’Idv. Ma nelle prossime ore è più che probabile che dai papabili si arriverà alle certezze. Il centro-destra soprattutto dovrà uscire dal guado dove le varie fazioni sono impantanate tra veti e contro-veti e sul tappeto restano i nomi di Francesco Cascio o il ticket Roberto Lagalla-Nello Musumeci. Sempre che Miccichè non ri-ritorni sui suoi passi e si ri-ricandidi, magari in asse con Lombardo.

 Tempostretto.it – Rosaria Brancato