La cultura in quanto bellezza dell’umanità nonostante i tempi grigi degli ultimi eventi rimane un caposaldo ricco di fascino. Ed è così che siamo giunti alla V^ edizione del “Premio Letterario Nazionale Mario La Cava”, un premio che in questi anni ha assunto sempre più una connotazione culturale ben definita e che si è conquistato di diritto uno spazio di rilievo tra i tanti premi che ogni anno vengono puntualmente banditi.

A tal fine, oggi, si è svolta con inizio alle ore 11, presso l’Aula Consiliare del Comune di Bovalino una conferenza stampa di presentazione delle tre opere -selezionate da una giuria di qualità- giunte in finale. Nel corso della stessa, sono state indicate anche le modalità di svolgimento della cerimonia di premiazione che avrà luogo, a Bovalino, nella giornata del prossimo 24 aprile 2022.

Erano presenti all’incontro, al fine di illustrarne i dettagli alla stampa: il Sindaco di Bovalino, Vincenzo Maesano, il Presidente del Caffè Letterario “Mario La Cava”, Domenico Calabria e l’Assessore alla Cultura, Pasquale Blefari. Tra i banchi dell’aula: alcuni giornalisti, soci del Caffè Letterario e qualche appassionato cittadino.

A prendere per primo la parola è stato il Sindaco di Bovalino, Vincenzo Maesano, che dopo i saluti di rito ha espresso ai presenti la sua personale soddisfazione per i lusinghieri risultati ottenuti dall’organizzazione del Premio in questi cinque anni, un premio fortemente voluto e che ha rappresentato un caposaldo dell’attività politico-amministrativa della sua Giunta. Subito dopo è stato Domenico Calabria, Presidente del Caffè Letterario che ha reso noti i risultati cui sono giunti i giurati designati, ossia: Cinzia Leone, Giuseppe Lupo, Marco Gatto, Domenico Calabria e Pasquale Blefari; giurati che con un lavoro scrupoloso ed attento hanno selezionato -con non poche difficoltà- le tre opere finaliste tra le quindici in concorso. Ai soci del Caffè letterario, invece, toccherà scegliere l’opera vincitrice del “Premio dei Lettori”

In finale sono andate le opere degli scrittori: Giosuè Calaciura, Mimmo Gangemi e Alessandro Zaccuri.

Il premio speciale “La Melagrana”, riservato di solito ad un personaggio noto e di spicco del panorama culturale nazionale, quest’anno va a Luigi Maria Lombardi Satriani, professore emerito presso l’Università La Sapienza di Roma. Satriani ha insegnato anche all’Università della Calabria di cui è stato preside della Facoltà di Lettere e Filosofia e Prorettore per le attività culturali. Inoltre è stato anche presidente dell’Associazione Italiana per le Scienze Etno-Antropologiche (AISEA) e studioso dei fenomeni antropologici, ha pubblicato opere capitali sul tema tradotte anche all’estero, tra cui ricordiamo alcune: Il “ponte di San Giacomo” (Premio Viareggio 1982), “Diritto egemone diritto popolare”, “Nel labirinto, Il sogno di uno spazio”

Tornando alle opere finaliste, entriamo nel dettaglio:

“Io sono Gesù”, di Giosuè Calaciura (Ed. Sellerio). Ha pubblicato i romanzi: Malacarne, Sgobbo (Premio selezione Campiello 2002), La figlia perduta, La penitenza, Borgo vecchio, Il tram di Natale. Ha scritto e diretto trasmissioni per conto della Rai. Io sono Gesù racchiude in sé l’impeto dell’avventura e dell’epica, l’intrigo familiare, la paranoia del sospetto, la tensione del mistero irrisolvibile. Vi si ritrovano molti dei temi cari all’autore: l’infanzia e la difficoltà di crescere, l’innocenza delle creature più fragili, la miseria morale degli adulti, l’irruenza dell’eros.

“Il popolo di mezzo”, di Mimmo Gangemi (Ed. Piemme). Autore di diversi romanzi tra cui Il giudice meschino (Premio selezione Bancarella 2010), da cui è stata tratta la serie tv interpretata da Luca Zingaretti, La signora di Ellis Island, il prezzo della carne, Un acre odore di aglio. Il popolo di mezzo è una saga su ciò che siamo stati e abbiamo dimenticato. “Negri”, venivano appellati con disprezzo quanti agli inizi del Novecento giungevano in America dall’Italia. Anche perché “tanto bianchi non apparivano”, erano il popolo di mezzo, sradicato dalle origini per cercare lì un futuro migliore.

La quercia di Brugel”, di Alessandro Zaccuri (Ed. Aboca). Ha pubblicato i romanzi Il signor figlio (Premio Selezione Campiello 2007). Infinita notte e Dopo il miracolo. E’ inoltre autore di alcuni saggi su temi dell’immaginario contemporaneo: Citazioni pericolose, Il futuro a vapore e In terra sconsacrata. Ne La quercia di Brugel il rapporto con la realtà, il significato dell’arte, la necessità del racconto sono gli elementi che permetteranno di venire a capo di un enigma altrimenti irrisolvibile.

Per organizzare un premio i sacrifici certamente non mancano -ha detto Domenico Calabria, Presidente del Caffè Letterario- ed i problemi sono parecchi, ma anche questa edizione siamo riusciti a portarla a termine realizzando ogni nostro proposito. Se da un lato la soddisfazione è quella di essere riusciti ad avere una certa credibilità, e quindi riconoscimenti per le attività che svolgiamo, dall’altro la delusione è quella che si riceve da quegli enti proponenti di cultura e di sostegno economico che, purtroppo, non la dispensano in egual misura”

“Il Premio letterario Mario La Cava si è inserito bene nel contesto nazionale del complesso e vario mondo culturale -ha dichiarato Vincenzo Maesano, sindaco di Bovalino- pertanto, la comunità bovalinese, è orgogliosa e fiera di questo patrimonio storico- culturale che ci ha lasciato il nostro illustre concittadino , “Mario La Cava”, e lo custodirà gelosamente preservandone i valori e gli ideali, valori alti e significativi quali  l’amore per la propria terra e quello per la propria gente”

Articolo scritto da: Giovanna Mangano – (fonte: www.calabriainforma.com)