73523621_541790979716583_1700374460109946880_nRicordare oggi il 4 novembre non è stato solo un dovere civico ma l’espressione sincera di un sentimento patriottico forte ed intenso che ci ha preso tutti e che non ci deve mai abbandonare perché “un popolo che non ha memoria del proprio passato è sicuramente destinato a non avere neanche un futuro cui guardare con speranza e fiducia”. Anche a Bovalinola celebrazione del 4 novembre si è svolta in maniera molto partecipata: tantissimi i cittadini presenti, le scolaresche di ogni ordine e grado, parte del Corpo docente, le varie Associazioni di volontariato, i rappresentanti delle Forze Armate e dell’Ordine dislocate sul territorio, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma ed i rappresentanti del Consiglio Comunale che hanno fatto da degna cornice ad un luogo simbolo della storia bovalinese, il Monumento ai Caduti ubicato all’interno del Parco delle Rimembranze. Non bisogna dimenticare mai la memoria di quell’estremo sacrificio compiuto da migliaia di giovani, l’ultimo dei quali è deceduto nel 2005, anzi bisogna tenere sempre a mente che l’inferno di quella grande e dolorosa guerra ha causato in maniera irreversibile oltre 600 mila morti, 900 mila feriti e circa 500 mila mutilazioni di ogni genere, il tutto per realizzare un unico ideale e un unico sogno… quello di avere una Patria finalmente unica ed unita.

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Prima di procedere con la deposizione della corona di alloro sono stati letti da alcuni studenti tutti i nomi dei soldati bovalinesi deceduti e/o dispersi per la causa di libertà e per l’adempimento del proprio dovere. A seguire c’è stato l’intervento del Presidente del Consiglio Comunale, Laura Sgambellone, che ha letto il messaggio augurale fatto pervenire dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Subito dopo è stato il Sindaco, Avv. Vincenzo Maesano, a evidenziare ancora una volta l’importanza di quel periodo storico per la nostra nazione e soprattutto di quel “sacrificio estremo”, sacrificio che è servito non solo per  fare una nazione ma anche per consolidare l’unità di un popolo che si è poi concretizzata con l’unità d’Italia. Il 4 novembre –ha proseguito il Sindaco- è l’unica celebrazione nazionale che abbia attraversato un cosi lungo lasso di tempo nella nostra storia: dall’età liberale, al periodo del fascismo fino all’avvento della Repubblica. Per tutto questo tempo il potere aggregante della festa è stato enorme, lo si è potuto constatare sin da subito, quando nel lontano 1921 si è proceduto alla sepoltura del “milite ignoto”, un soldato senza nome che nell’attraversare il paese nel suo viaggio per raggiungere Roma (Altare della Patria) è stato salutato ed onorato da milioni di persone. Oggi noi abbiamo questo importante e gravoso compito, ossia quello di rendere onore e tenere viva la fiammella del ricordo affinchè il loro sacrificio non vada disperso, o peggio ancora, reso vano dalla cattiveria umana. Oggi più che mai il nostro compito deve essere quello di assicurare la pace tra i popoli, garantire la giustizia e la solidarietà fra le nazioni ponendo fine al nuovo, dilagante e demagogico odio razziale che imperversa ormai da diverso tempo. La successiva deposizione della corona di alloro con in sottofondo le note de “Il Piave”, il minuto di raccoglimento ed il silenzio d’ordinanza, hanno sugellato in un unico ideale abbraccio tutti i presenti. Molto toccante e significativo l’intervento conclusivo dell’artista bovalinese Nino Racco che con grande enfasi e trasporto ha letto ed interpretato alcune testimonianze tratte dai documenti ufficiali reperiti nell’archivio storico del Comune, documenti che solo qualche mese fa giacevano accatastati alla rinfusa  ed esposti alle intemperie negli scantinati della casa municipale. Molto apprezzata dalla cittadinanza è stata anche l’iniziativa del “Percorso espositivo”, una sorta di mostra documentale e fotografica che è stata allestita all’interno dell’Aula Consiliare, a cura dell’Assessore alla Cultura, Pasquale Blefari, nelle giornate del 3 e 4 novembre.

(fonte immagini: in alto, Pasquale Rosaci  –  al centro, Giovanna Mangano)