Ebbene, sì. Tra lo scrittore Giovanni Verga e il paese di Tiriolo ci potrebbe essere un sottile e significativo legame. Lo ha scoperto, in questi giorni, l’Associazione “Teura”, presieduta da Antonio Montuoro che ha curato la pubblicazione di una breve novella, dal titolo “Storia semplice”, tratta dall’opera “Per le vie”, libro non molto conosciuto, ma che ben s’inserisce nel contesto di quegli anni.

La novella racconta dell’amicizia tra un certo soldato Balestra, “arrivato da poco – scrive Verga – al Reggimento” e una ragazza di nome Femia, “bambinaia in via Cusani”, a Milano.

“Ogni giorno, – continua lo scrittore siciliano – mentre Balestra aspettava la ritirata sul sedile, Femia arrivava col suo grembiale bianco, correndo dietro i marmocchi, e si davano la buona sera. Egli, chiacchierone, a poco a poco le narrò ogni cosa dei suoi; che era di Tiriolo, vicino a Catanzaro, e ci aveva casa e parenti laggiù, all’estremità del paese, dove cominciano i prati (…)”. Ma Balestra “non vedeva l’ora di tornarsene a casa, quando piaceva a Dio, perché ci aveva l’innamorata, Anna Maria della Pinta, che gli aveva promesso d’aspettarlo, se tornava vivo”.

Di più Verga non dice. Già questo, tuttavia, ci sembra sufficiente per ipotizzare un effettivo collegamento con Tiriolo, trattandosi di uno scrittore che aveva l’abitudine di verificare con grande attenzione ciò che scriveva.

“Per la nostra associazione – dice Montuoro – è stata quindi una piacevole sorpresa scoprire che tale novella, ha per protagonista un soldato originario di Tiriolo, che intreccia una storia d’amore con la bambinaia Femia. La cosa è ancor più degna d’interesse, perché uno dei più grandi scrittori italiani cita Tiriolo in una storia di ambientazione milanese”.

Non avendo riferimenti certi – prosegue il presidente dell’associazione “Teura” – possiamo anche ipotizzare che Verga, nel suo lungo soggiorno a Milano, ha incontrato qualcuno di Tiriolo che gli ha fornito l’ispirazione nella costruzione letteraria del soldato Balestra. Oppure, ipotesi non del tutto strana, che lo scrittore abbia visitato davvero il nostro paese. Tiriolo era, infatti, attraversato dalla “Strada delle Calabrie”, in parte costruita ai tempi di Gioacchino Murat (la “Via dei francesi”), che congiungeva Reggio Calabria con Napoli. Verga, di passaggio su questa via, potrebbe essere stato colpito dalla bellezza dei luoghi, decidendo di ricordare il paese in una delle sue novelle”.

Sarà stato veramente così? Non possiamo saperlo con certezza. La pubblicazione della novella, da parte dell’associazione culturale “Teura”, sta già comunque suscitando grande interesse, non solo tra i cittadini del territorio.

 

 

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