Si è concluso oggi il corso di formazione sulle dipendenze da gioco d’azzardo, organizzato dall’Unità Operativa Formazione e Qualità dell’ASP di Catanzaro, diretta dalla dott.ssa Clementina Fittante e dall’Unità Operativa Sert di Catanzaro, diretto dal dott. Bernardo Grande. Il corso ha visto la partecipazione di relatori illustri di calibro nazionale, il dott. Claudio Leonardi, Direttore U.O. Dipendenze Patologiche dell’ASL di Roma C, la dott.ssa Annalisa Pascuzzi, psichiatra e psicoterapeuta dell’Asl di Roma C, la dott.ssa Sabrina Molinaro, epidiemologa dell’Istituto di Fisiologia clinica sezione di epidemiologia di Pisa e il dott. Vincenzo Marino Direttore Dipartimento dipendenze. Il programma, rivolto al Personale Ser.T. – Dipartimento Salute Mentale – Operatori Comunità Terapeutiche, ha inteso promuovere una sensibilizzazione sul fenomeno del gioco d’azzardo e sulle problematiche ad esso connesse; favorire l’acquisizione di informazioni e conoscenze sull’epidemiologia del gioco d’azzardo patologico, l’apprendimento delle teorie e dei modelli di approccio alla dipendenza da gioco, il conseguimento della capacità di avviare programmi di presa in carico e di trattamento a livello territoriale.

Siamo il Paese europeo in cui si gioca di più, oltre 54 miliardi di euro nel 2009, e una delle legislazioni più arretrate in materia. Nonostante il gioco d’azzardo patologico sia stato inserito fra le dipendenze dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) già negli anni ‘80, in Italia non è incluso nei Livelli Essenziali di Assistenza, quindi non vi è nessuna garanzia di poter accedere a strutture pubbliche. Un giocatore patologico non ha diritto ad essere accolto presso una struttura residenziale, fra un colloquio e l’altro è lasciato solo, torna alla vita normale e alle sue tentazioni, gioco d’azzardo compreso. In alcune regioni sono stati avviati dei progetti pilota finanziati dallo Stato e i giocatori possono entrare in comunità terapeutiche, nella nostra Regione è possibile rivolgersi ai Ser.T per dei colloqui individuali.

“Una problematica – afferma il Direttore generale dell’Asp, Dott. Gerardo Mancuso – per la quale il ruolo della formazione appare quanto mai primario per accrescere competenze e professionalità per gli operatori del Servizio Sanitario, allo scopo di garantire migliori servizi agli utenti”.

Attualmente sono pochi i Servizi, sia del pubblico sia del privato sociale, che si sono attivati per dare risposta a questo problema. Ciò che, quindi, appare importante è, innanzitutto, favorire una maggiore informazione e trasparenza sui sistemi di prevenzione e controllo già esistenti, nonché, sui rischi che possono derivare da un approccio al mondo dei giochi. L’obiettivo dell’attività formativa proposta è quello di offrire ai corsisti conoscenze e possibili strumenti preventivi, diagnostici e terapeutici per il gioco d’azzardo e la possibilità di formarsi sul problema, al fine di rafforzare le competenze necessarie ad un primo intervento che sia di supporto al giocatore e alla sua famiglia.

Un altro corso di formazione sui “LEA (livelli essenziali di assistenza) e appropriatezza degli interventi sanitari”, prenderà il via il 9 novembre a Lamezia Terme, organizzato dall’Unità Operativa Formazione e Qualità dell’ASP di Catanzaro e riservato ai direttori di struttura complessa. L’iniziativa vedrà come relatore la dott.ssa Maria Donata Bellentani dell’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali, nonché componente del comitato nazionale permanete per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. I Lea sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di un ticket, nel rispetto dei principi della dignità della persona umana, del bisogno di salute, dell’equità nell’accesso all’assistenza, della qualità delle cure. Il corso è finalizzato all’approfondimento delle caratteristiche dei principi e degli strumenti di monitoraggio dei Lea, nonché al conseguimento delle competenze per favorire la loro qualificazione (tempestività, accessibilità, sicurezza…) e l’appropriatezza delle prestazioni in un’ottica di razionalizzazione e di ottimizzazione della spesa sanitaria. La giornata formativa si concluderà con la discussione di casi clinici.

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