calabròLa rabbia di Calabrò: “Se questi sono governi amici…”  Chi trova un amico trova un tesoro. Ma chi crede di avere tanti amici, per giunta ai piani alti, e poi, nel momento del bisogno si trova solo, allora non solo non trova nulla ma sente la beffa oltre il danno. Felice Calabrò, consigliere comunale del Pd, usa parole amare per descrivere i rapporti che intercorrono fra l’amministrazione comunale e gli “pseudogoverni amici” di Roma e Palermo, enumerando le “falle” di quest’amicizia, rese evidenti, a suo avviso, soprattutto dall’atteggiamento adottato in occasione dei tragici eventi dell’1 ottobre. “Il nubifragio che lo scorso 1 ottobre si è abbattuto sul nostro territorio, – scrive Calabrò – devastando la nostra città, e nello specifico i villaggi di Giampilieri Superiore, Molino, Altolia, Briga Superiore, nonché le cittadine di Scaletta Zanclea ed Itala, ha, qualora ve ne fosse stato ulteriore bisogno, ancora una volta acclarato la scarsa (se non addirittura inesistente) consistenza politica dell’attuale classe dirigente Messinese, che, ingenuamente (o furbescamente fatto credere – illudere), aveva creduto di avere un rapporto privilegiato con i famosi pseudo governi amici, e nazionale e regionale, ma soprattutto, per quanto sarà esposto, con il governo centrale”. “E’ doveroso in questa sede – precisa Calabrò – rammentare l’eccessiva ed estenuante propaganda orchestrata dal centro destra messinese, allorché, in occasione della campagna elettorale per le amministrative del 2008 (ed in particolare per l’elezione dei rappresentanti della Provincia Regionale di Messina e della città di Messina) sbandierava la propria vicinanza (consonanza politica) agli appena insediati governi della Nazione e della Regione; contiguità che avrebbe garantito – sempre a sentire tali illustri esponenti del centro destra – la rinascita della città di Messina e della sua provincia. Queste le promesse o meglio gli auspici, la realtà, però, è ben altra cosa”. Come stanno le cose in realtà il consigliere lo spiega poco dopo: “Invero, ad un anno e mezzo di distanza nulla è accaduto, anzi in diverse circostanze (vedi la distrazione dei fondi ex Fintecna, in origine destinati in buona parte a Messina, utilizzati invece per coprire il mancato gettito conseguito dall’abolizione dell’ICI sulla prima casa; vedi l’annosa querelle si fondi FAS, ecc…), abbiamo avuto la sensazione, acclarata dai fatti, che sarebbe stato meglio avere le citate istituzioni dirette da uomini di diverso orientamento politico, quindi (volendo per assurdo parafrasare il sentire dei detti esponenti) “nemiche”, ma comunque, come è giusto che sia imparziali. Tale sensazione è spiacevolmente riaffiorata in occasione della tragedia del 1 ottobre, allorquando, atteso il momento estremamente difficile e delicato, avremmo dovuto sentire e beneficiare della tant’esaltata AMICIZIA (ricordo a me stesso una basilare regola di vita in virtù della quale proprio nei momenti difficili si riconoscono i veri amici), ciò non è avvenuto, anzi, al contrario, nell’immediatezza dell’evento alcuni autorevoli esponenti del Governo, parlando di abusivismo, hanno dato una lettura delle cause del disastro fuorviante ed errata, ingenerando nell’opinione pubblica confusione ed incertezza; confusione ed incertezza che poi, sicuramente, hanno avuto un peso nella tiepida risposta in termini di solidarietà che tal tragedia ha avuto a livello nazionale ed internazionale”. “Ma volendo, in tale sede, soffermarmi soltanto sui fatti, – aggiunge Calabrò – documentati dai provvedimenti amministrativi adottati dal famoso governo amico, è doveroso evidenziare la diversità con cui il citato governo ha trattato le due calamità naturali verificatesi in Italia nel corrente anno. In occasione del tremendo terremoto che ha colpito l’Abruzzo e L’Aquila lo scorso aprile, il Governo con decreto del Ministro dell’Economia, datato 9.4.2009, ha disposto la sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti tributari per 5 mesi (9.4.2009 –30.11.2009), estendendo tale beneficio a tutti i contribuenti, persone fisiche e persone giuridiche, dipendenti, professionisti, lavoratori autonomi, sostituti d‘imposta, ecc… In occasione, invece, dell’alluvione del 1 ottobre il citato Ministro, con decreto del 15.10.2009, ha disposto la detta sospensione soltanto per un mese dal 1 ottobre al 1 novembre, escludendo da tale beneficio i dipendenti e, conseguentemente, i relativi sostituti d’imposta. E’ il caso di evidenziare, altresì, che il provvedimento emesso per far fronte all’emergenza Abruzzo è tale e quale al decreto adottato dal predetto Ministro il 14.11.2002 in occasione dell’eruzione dell’Etna, allorquando, inoltre, il decreto fu più volte prorogato (38 mesi di sospensione, 14.11.2002 – 15.11.2005) sino alla definizione avvenuta al 50% del dovuto, in forza della Legge Finanziaria 2007, L. n.296/2006”. “Considerato che, certamente, non è mia intenzione stilare una graduatoria delle disgrazie, – tiene ancora a precisare Calabrò – e ritenendo che il Governo debba fare tutto il possibile e l’impossibile per aiutare ed alleviare le sofferenze dei nostri connazionali d’Abruzzo, auspico, comunque, che con la medesima intensità e diligenza l’esecutivo si occupi della città di Messina e della sua provincia, affinché sia garantita l’effettiva uguaglianza dei cittadini ed evitato lo sconforto di chi potrebbe credere di essere più o meno uguale nella tragedia. Ad oggi, invero, le uniche iniziative serie e concrete poste in essere per far fronte all’emergenza provengono dall’opposizione (vedi l’emendamento alla finanziaria proposto dai senatori Finocchiaro e D’Alia)”. “Avverto la necessità, infine, – conclude Calabrò – di rappresentare un ulteriore gesto di vicinanza posto in essere dal governo amico e, nello specifico, mi chiedo, che fine ha fatto l’istanza del 6.10.2009 con cui il Sindaco della nostra città ha rivolto al Presidente del Consiglio, e per esso al Ministro dell’Economia, la richiesta di deroga all’osservanza del patto di stabilità, per far fronte alle impreviste e straordinarie spese che il comune dovrà certamente affrontare a causa dell’alluvione? E’ trascorso già un mese ma nulla è dato sapere. Governi amici o pseudo tali? La favola continua”.

Fonte: Messinanotizie.it – Messina News – Politica Messina Scritto da 98cento Lunedì 09 Novembre 2009 12:23

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


nove − = 5