riace sindacoLunedì 11 Aprile 2011 18:14 sindaco_riace Qualche buon esempio ci fa ancora sperare che in Italia l’accoglienza sia possibile. Stavolta l’iniziativa per sostenere i rifugiati giunge da un paesino della Calabria, Riace, con appena 1800 abitanti, ha aperto le porte a ben 230 immigrati e richiedenti asilo e ha fatto di questo una politica vincente. L'”eroe” e’ il sindaco Domenico Lucano, ormai soprannominato “Mimmo il curdo” o “Lucano l’afghano”. La sua scelta di solidarieta’ e’ stata d’aiuto a chi e’ sbarcato sulle nostre coste in cerca di un futuro negatogli nei paesi di provenienza, ma dando un tetto e borse lavoro alle famiglie straniere ha impedito la chiusura delle scuole per mancanza di bambini, ha ridato vita alle tante case lasciate vuote e abbandonate per sempre dagli emigranti calabresi. I vecchi abitanti non torneranno più dal Canada, dall’Australia, dall’Argentina. I nuovi arrivano con il Sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo. Ma l’idea rivoluzionaria del sindaco di Riace e’ stata quella di sopperire alla lentezza dei finanziamenti pubblici ad entrare nella disponibilità del comune “coniando” una moneta locale. “Ci vogliono sei o sette mesi”, dice Lucano. Per ovviare a queste lentezze burocratiche che non tengono conto della spesa quotidiana, il sindaco calabrese ha deciso di coniare la sua cartamoneta. Ci ha fatto stampare sopra i ritratti dei suoi riferimenti politici e sociali (Gandhi sulle banconote da 50 euro, Martin Luther King su quelle da 20, Che Guevara e Peppino Impastato sui tagli da 10) e ha dato le banconote ai rifugiati beneficiari, che con quelle vanno a fare acquisti nelle botteghe del paese. I negozianti le collezionano alla stregua di un ticket mensa e poi battono cassa al comune quando arrivano i fondi dello Sprar. 200 euro a persona per il vitto. “Usiamo questo sistema per incentivare l’economia locale – afferma il primo cittadino – così rendiamo autonomi i beneficiari e questo è importantissimo per le relazioni umane in paese, inoltre la nostra spesa diventa molto trasparente e verificabile”. Per il vitto, i rifugiati hanno diritto a 200 euro a settimana, questo vuol dire che una famiglia di 4 persone ha 800 euro per vivere e non paga l’alloggio. Tutto in cartamoneta locale, quasi a conferma del fatto che Riace è l’isola che non c’è: un posto in cui si trova una casa a chi non ce l’ha, si convive a dispetto delle differenze di lingua, cultura e religione e quando non ci sono i soldi, si stampano in loco all’istante.”, cosi’ ha dichiarato il primo cittadino al “La Repubblica”. Questa notizia ha gia’ fatto il giro del mondo, tanto che il regista Wim Wenders, che ha girato sull’argomento il primo documentario d’autore in 3D, ha dichiarato a Berlino che “‘La vera utopia non è la caduta del muro, ma quello che è stato realizzato in alcun paesi della Calabria, Riace in testa”.

ilfattoonline.com – Scritto da Florinda D’Agostino

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