Cosa bolle in pentola? E’ questa la domanda d’attualità politica che sta appassionando tutto l’ambiente calabrese e bovalinese in particolare. Infatti, tra elezioni amministrative regionali (autunno 2021) ed elezioni Comunali (primavera/estate 2022) è logico attendersi una bagarre elettorale all’ultimo voto per il conseguimento di quelle “poltrone” che, mediaticamente vengono spesso banalizzate, ma che concretamente interessano molto e sono al centro del desiderio e dell’interesse non solo partitico ma spesso anche personale.

Questa è  una domanda che all’apparenza, se contemplata in un periodo come quello attuale dove a far da primo attore c’è il virus, può non significare nulla ed addirittura apparire inopportuna, ma se la contestualizziamo nell’agone politico che da sempre appassiona gli elettori assume una rilevanza fondamentale per la vita sociale ed  economica della Calabria e di Bovalino in particolare. Un paese, quest’ultimo, che sta attraversando un momento di crescita e sviluppo che segue un periodo nefasto caratterizzato dalla mala gestione del bene pubblico, un periodo ultradecennale caratterizzato soltanto da una montagna di debiti (circa 14 milioni di euro!) che gravano, come macigni, sulle spalle dei cittadini e che hanno causato, inevitabilmente, una dichiarazione di dissesto che nessuno si auspicava o voleva.

Ma questo è il recente passato che niente e nessuno potrà mai confutare o cancellare e che forse è bene che i cittadini con le “mani libere” tengano bene a mente quando sarà il momento di recarsi all’interno dell’urna elettorale.  Ora, invece, è l’ora di scendere in campo, in molti già lo stanno facendo  per accaparrarsi (o ri-conquistare) quel consenso popolare che consenta di completare l’opera di restyling già iniziato; un’azione incisiva ed intelligente  che restituisca al paese quella dignità e quel rispetto che la storia gli riconosce da sempre grazie ad un patrimonio storico, artistico e culturale di cui è legittimamente proprietario.

Nel frattempo, registriamo: la nascita sul territorio di nuovi movimenti e/o soggetti politici che vanno ad incrementare la già folta schiera dei potenziali competitor e la transfuga di alcuni indomiti soggetti che con facilità estrema cambiano casacca in meno di un batter di ciglio. Quindi, partendo dal presupposto che qualsiasi nuova nascita sociale, civile e/o politica è sinonimo di  sviluppo e maggior democrazia, registriamo che l’ultimo nato in ambito locale in ordine di tempo è il movimento “Camminare domandando”:  “…un movimento nato sostanzialmente dalla volontà di tracciare un percorso collettivo di cittadinanza, partendo dal basso, favorendo l’aggregazione e il confronto fra coloro che amano questi luoghi. Il nostro obiettivo è riuscire a far comprendere che la politica, intesa come bene comune che appartiene a tutti per diritto di nascita, non può e non deve interessare solo coloro che, per professione o per parentela numerosa, pensano di possedere consenso, competenze e dunque anche la possibilità di determinarsi. Non è con l’interesse personale che Bovalino può davvero cambiare….”.Questo il succo del messaggio politico fatto passare dal gruppo all’indomani della sua costituzione, purtroppo un concetto già usato ed abusato da destra a sinistra…passando per il centro! Parole comunque forti e dure per chi si affaccia da poco sullo scenario politico locale, parole che sembrano essere un atto d’accusa verso qualcuno e/o qualcosa reo di avere le mani in pasta. Se così fosse (fatto gravissimo!)  sarebbe il caso di esplicitare meglio il proprio pensiero facendolo alla luce del sole e non dietro il digitale tic tac di una tastiera o, peggio ancora, trincerandosi dietro il muro  di un sentimento ideologico e/o di un pugno chiuso. Questo modus operandi evidenzia un risentimento che va oltre il normale disquisire politico e già così squalifica il senso di democrazia e di libertà che vorrebbe, invece, rappresentare.

Ma i rumors non si fermano certamente a queste sole voci, a fomentare l’ambito politico bovalinese ci pensano anche i vari pretendenti ai più alti scranni della Regione Calabria, autorevoli banchi  tornati liberi dopo la prematura scomparsa della Presidente Jole Santelli, una persona legatissima alla sua terra la cui morte ci ha lasciati tutti sgomenti. Per affrontare anche questa nuova battaglia elettorale si stanno affilando le armi per farsi trovare pronti, ed è per questo, che ad ogni angolo di strada si cominciano a vedere i capannelli di persone che confabulano fittamente tra di loro per elaborare piani e strategie di conquista. In questo ambito si è registrato, ultimamente, in tutta la provincia reggina e quindi anche a Bovalino, la nascita di un nuovo soggetto politico dal nome “Cambiamo la Calabria”, movimento legato a Giovanni Toti, leader nazionale facente parte della coalizione di centrodestra che segue a ruota le scorribande politiche già messe in atto da qualche tempo dalla Lega di Salvini con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. A tesserne le fila in questo caso, sul territorio bavalinese, ci pensa il Vice Coordinatore provinciale, l’imprenditore Sebastiano Primerano, ex esponente dell’UDC che ha abbracciato questa nuova avventura con la solita passione che lo ha sempre contraddistinto. Già nel precedente fine settimana sono stati allestiti i gazebo in tutta la provincia, ed anche a Bovalino, per avviare la campagna di tesseramento 2021/22. Anche questa è politica, o forse  sarebbe meglio dire…“solo questo è politica”…avanti il prossimo!

Pasquale Rosaci

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