Euro_Universal_RCA_1973Caro Tito, finalmente, nel gennaio 1973, giunse il grande giorno del secondo provino degli Euro Universal dal maestro Roberto Gianolio, alla RCA di Roma, in Via Sant’Alessandro, una lunga strada che dalla Via Tiburtina, proprio a lato del Grande Raccordo Anulare, giunge fino alla Via Nomentana!… Di primo mattino entrammo nell’edificio principale e, per un buon caffè rigeneratore, andammo subito al bar dove c’erano già alcuni cantanti famosi. Poi, con Gianolio ed un tecnico ci posizionammo in uno studio di registrazione per eseguire la prima canzone, quella più orecchiabile con poche parole e tanta tanta irruente musica “pop-islam”. E queste erano le parole di “Fellah” (contadino):

 Non c’è una moschea per pregare
nel villaggio Nag Hamadi
ma il fellah al tramonto
prega sempre Hallah.
Il tempo sembra essersi fermato
nel villaggio Nag Hamadi
lì c’è poca acqua e vicino
nel deserto il sole brucia.
C’è un timido sorriso in lui
ben presto avrà l’acqua di Hassuan.

rca-300x100 logo 1980Tale testo mi era stato ispirato leggendo una rivista che riportava un ampio servizio sulla “Diga di Hassuan”, località dove il grande fiume Nilo era stato appena sbarrato (1960-1970) per rifornire campagne e città, assetate d’acqua da secoli in gran parte dell’Egitto. Un’opera immensa che volevo evidenziare mettendo al centro della canzone il lavoro degli uomini di buona volontà: da una parte l’umile “fellah” (cioè il tipico contadino egiziano) e dall’altra la portentosa impresa umana di politici, di scienziati, di tecnici e di operai che avevano realizzato un’opera così imponente e utile in mezzo al deserto. Il testo rispecchiava pienamente l’attualità, poiché in quegli anni erano in corso molteplici e clamorose lotte per il lavoro e i suoi diritti negati in parecchie parti del mondo. Eravamo ancora nel clima della prima contestazione globale, quella del famoso 1968.

Inoltre, la forte mancanza d’acqua per l’agricoltura e per gli usi civili e produttivi era presente pure nell’Italia meridionale e insulare, specialmente in Calabria, in particolare a Badolato, dove la mia stessa famiglia la soffriva in prima persona. La canzone (testo, musica ed esecuzione) piacque molto a Gianolio, il quale ci disse: «Bravi! Avete fatto un buon lavoro»! Mi emoziono ancora adesso, ripensando a quella per noi memorabile mattinata: il riascolto della canzone registrata, in stereofonia a tutto volume, ci faceva vibrare mente, timpani e stomaco. Sono stati momenti fantastici, anche perché eravamo increduli dei nostri stessi suoni e delle nostre stesse voci. Sembrava un vero e proprio disco, facciata A, quella più importante. Una vera canzone “pop-islam” molto molto rock.

RCA_1-3-62_2Consumammo un frugale e veloce pasto alla mensa della RCA avendo come vicini di tavolo Lucio Dalla, Gianni Morandi, Patty Pravo, Domenico Modugno e altri grandi  artisti della canzone italiana. C’erano pure persone che parlavano in inglese; noi non le conoscevamo, sicuramente erano artisti internazionali. Pure quest’occasione della pausa-pranzo fu un’emozione per la presenza ravvicinata ad illustri e “mitici” protagonisti della musica leggera. Vicinanza che proseguì al bar per il caffè. Noi, tutti i sette Euro Universal, così intimiditi da questi personaggi visti fino allora solo in TV, non avemmo l’ardire di chiedere nemmeno un semplice autografo. Inoltre, eravamo troppo concentrati e tesi per quel provino d’appello da cui dipendeva il nostro futuro di passione per la musica, ma soprattutto il nostro futuro lavorativo. Rientrammo, quindi, immediatamente dopo il caffè nell’attigua sala di registrazione per eseguire la seconda canzone, la quale (intitolata “Oasi”) presentava le seguenti parole:

Io volevo darti una casa
e un bel giardino con arance e mandarini
un bel sole che filtrasse
le finestre con le tende rosa e blu.
Ma tu te ne andasti
prima della carovana
che tuo padre lo sceicco
ti promise come sposa.
Senza di me cosa farai
tu perderai parte di te
e allora capirai che ho amato solo te.
Andrai a bussar tutte le porte
mute saranno quelle case
nessuno risponderà
nessuno risponderà.
Il sole scompare fra le dune
la speranza si perde dentro me
il cielo si oscura si fa buio
non vedo te … non vedo te!…

Roberto Gianolio al pianoforteAnche per questo testo l’ispirazione mi è venuta da uno dei tanti simili fatti di cronaca: la sposa (o lo sposo) che rinuncia alle nozze proprio poco prima della cerimonia, addirittura la mattina stessa del rito ufficiale (civile o religioso). Solitamente è l’uomo che ancora adesso si sottrae (spesso proprio davanti all’altare), ma con la donna che lascia all’ultimo minuto volevo simboleggiare gli anni del femminismo, una rivolta culturale che faceva da binario alla contestazione più generale del 1968. Con il femminismo dei primi anni settanta si andava lentamente perdendo la centralità del “maschio” nella coppia e nella società. Inoltre, volevo considerare la condizione delle donne nei Paesi arabi e in altri Paesi, dove invece la centralità del maschio sembrava essere “intoccabile” e addirittura “sacra” e dove le donne erano (e purtroppo ancora oggi sono) maggiormente sottomesse alla preponderanza maschile fino al dramma e alla tragedia. Tali problematiche erano fresche di studio in me, poiché un anno prima avevo scritto una tesina sulla condizione femminile per l’esame di Sociologia (superato con il massimo dei voti nella cattedra del celebre prof. Franco Ferrarotti) e, comunque, questo è sempre stato e continua ad essere un tema assai caro e presente nelle mie considerazioni e ricerche sul campo.

studio-di-registrazione 2Pure questa canzone piacque al maestro Gianolio e avrebbe potuto ben figurare come lato B di un disco singolo a 45 giri. Il testo letterario è più discorsivo e la musica è più arabeggiante rispetto alla prima intitolata “Fellah”. Alla conclusione del provino ascoltammo entrambe le canzoni che registrammo con un piccolo mangianastri. Fino a qualche mese fa era possibile ascoltare al computer tale pur precaria registrazione nel sito www.gilbotulino.it (sezione “La Musica di Badolato”) fondato e gestito da uno dei membri degli Euro Universal, il prof. Pasquale Andreacchio. Tale sito non è attualmente operativo e perciò, a ogni buon fine, ne riporto l’indirizzo http://www.badolato.info/gilbotulino/musica/eurouniversal/popislam.asp.

diga di assuan (1960-70) dal satelliteQuesto secondo provino è stato positivo. Il maestro Gianolio ci chiese registrazioni e spartiti di altre canzoni tra cui scegliere quelle per l’Album di esordio, cioè il disco a 33 giri, come si usava allora. Dopo qualche settimana gli portai delle registrazioni alla RCA e poi altre ancora direttamente a casa sua: eravamo diventati amici e andavo a trovarlo spesso alla RCA, dove mi faceva assistere a parecchi altri provini (ricordo, ad esempio, la portentosa e suggestiva voce di Francesca Leone, un’adolescente venuta dal Salento). Ma, paradossalmente, proprio mentre mi affannavo a tenere i contatti con Gianolio, per arrivare alla realizzazione del nostro primo Album e del relativo contratto con la RCA, la fortuna ci voltò le spalle. Infatti, Vincenzo Serrao (seconda chitarra  e flauto) fu chiamato militare, il fratello Franco (batteria) non ha potuto rinunciare ad un buon lavoro in Germania che gli permetteva di guadagnare i primi soldi, dopo il diploma alberghiero, e fare pure tanta utile esperienza. Inoltre, non avevamo più nel gruppo Giuseppe Naimo (chitarra solista e bakyr), anche se il subentrante fratello Andrea era egualmente un portento. Poi, dopo pochi mesi dal provino e dall’intravedere il tanto atteso e desiderato contratto discografico, a giugno del 1973, pure io dovetti fare una dolorosa scelta. Avendo dato quasi tutti gli esami, era tempo di chiedere l’argomento della tesi per conseguire la laurea.

Chiesi e ottenni una tesi storico-sociologica su “Badolato, evoluzioni delle caratteristiche socioeconomiche nel dopoguerra” assai impegnativa … tanto che mi portò via tre anni di ricerche in archivi e sul campo, riversate in ben tre volumi per un totale di 1200 pagine. E, per noi Euro Universal amara ciliegina sulla sfortunata torta, lo stesso maestro Roberto Gianolio lasciò il lavoro alla RCA per dedicarsi alla sua miglior passione della musica classica come docente (e poi direttore) al Conservatorio di Frosinone, dove, negli anni seguenti, lo andai a trovare, con gioia di entrambi. Siamo ancora in utile contatto: “Gli anni sono passati ma i ricordi rimangono vivissimi” (mi ha scritto, tra l’altro, nella mail del 13 marzo 2013, poco più di un mese fa).

Nonostante tutto, di tale avventura alla RCA restano tante cose belle, ma purtroppo anche l’amarezza di non essere riusciti a finire nel migliore dei modi il tentativo ormai vittorioso di poter dire la nostra nella musica pop-rock con il nuovo genere musicale del “pop-islam” (poi variamente realizzato da altri gruppi che citerò nella mia prossima lettera). Tra le tante cose belle resta la stima e l’amicizia con il maestro Gianolio che mi rende assai lieto sapere anche “scrittore” di successo nella narrativa, oltre che notevole artista, grande pianista, affermato compositore e apprezzato dirigente didattico-musicale (ora ritiratosi per ragioni d’età). Cordialità.

domenico-lanciano-150x150 Domenico Lanciano.

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